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OneDay Post-it

A cura di OneDay

Piccole news ad alto impatto raccontate da OneDay Group! Dagli approfondimenti sull'ecommerce, passando per le novità dal mondo della comunicazione, fino ai temi che riguardano le nuove generazioni. Post-it è uno spazio di condivisione perchè è grazie alla contaminazione che nascono idee innovative e non convenzionali!

20/02/2019
di engage

Mu(z)ic is still life

Parte la nuova rubrica "NEWZ: Stories sulla #GENZ firmate ZooCom". Il primo articolo indaga sul rapporto della Generazione Z e la musica

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Sanremo 2019 è archiviato con la consueta scia di polemiche su vincitori e vinti. Mentre l’Italia si divide sulla vittoria di Mahmood, è lecito indagare sulla nuova generazione di ascoltatori e appassionati, quei Nativi Digitali protagonisti della nostra rubrica! Ecco quindi le cinque cose che, secondo la ricerca sulla Generazione Z condotta da ZooCom e Havas Media, bisogna sapere sulla Generazione Z e la musica:

1. La scoperta

La Generazione Z segue assiduamente i grandi eventi, da X Factor ad Amici, passando per i “minori” The Voice, Italia’s Got Talent e, perché no, Sanremo. Queste grandi rappresentazioni televisive ci restituiscono un contesto in cui la televisione non è morta e sepolta. Al contrario, viene seguita con interesse e passione con lo smartphone a portata di mano. Le tracce proposte dai talent show sono poi ascoltate in originale su iTunes, Youtube o Spotify, arricchendo il repertorio di ragazzi e ragazze, seppur in modo superficiale.

2. La TV con il doppio schermo

Profondamente legata alla fruizione a doppio schermo dei Grandi Eventi è la crescita che gli artisti hanno sui social grazie alla visibilità televisiva. Il recente festival di Sanremo, come evidenziato dal blogger Maimone ha evidenziato una crescita media di decine di migliaia di follower Instagram per tutti i cantanti in gara, con picchi di +250.000 fan per Mahmood e Ultimo. Pertanto, i grandi eventi aiutano gli artisti italiani a farsi conoscere anche come personaggi e influencer online.

3. On Demand

Spotify ha cambiato la fruizione musicale di Millennials e Generazione Z. Un recente studio ha dimostrato come le canzoni si stiano accorciando, per incontrare la soglia di attenzione sempre più bassa degli utenti ed evitare lo skip. Inoltre, la mole di informazioni e di stimoli costringe i ragazzi della Generazione Z a una scelta, che spesso non sono in grado di fare o richiede loro energie e impegno. Seguire le indicazioni degli algoritmi, i “consigliati per te” o i “mix quotidiani” aiuta i ragazzi in questo senso, semplificando le scelte e mantenendo la conoscenza musicale in superficie.

4. Radio

La ricerca ZooCom e Havas sulla Generazione Z esplicita il grande amore di ritorno tra ragazzi e radio, con due giovani su tre che la ascoltano quotidianamente. Come sottolineato da Eugenio Cau nel 2016, i ragazzi si trovano di fronte al “Paradosso della scelta”, il dover fare i conti con un mare magnum di informazioni e contenuti. La radio aiuta i ragazzi nella non scelta. Le migliori dieci canzoni che i ragazzi cercano sul web sono anche quelle che gli stessi possono ascoltare in radio, con una rotazione superficiale che permette agli adolescenti di conoscere a menadito la rotazione del momento – la stessa tracklist che li fa ballare in discoteca o rilassare al parchetto con gli amici.

5. Stile

Da ultimo, e stretta conseguenza dei  punti precedenti, rileviamo una certa commistione di stili e generi musicali ascoltati dai ragazzi della Generazione Z, con i trapper che ascoltano indie italiana o gli indie che ascoltano raggaeton. L’ascolto non esclusivo e variegato ha ridotto la polarizzazione tra i generi ascoltati, mettendo di fatto la parola fine alle rivalità che hanno caratterizzato gli ultimi 50 anni - ricordate gli emo contro i P-Goldini? Beh, forse i Nativi Digitali hanno sotterrato l’ascia – o il marsupio Gucci – di guerra.