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OneDay Post-it

A cura di OneDay

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21/12/2021
di Francesco Pio Liscio, Creative Strategist di Mambo

Dagli stati di Facebook ai duetti di TikTok: come è cambiato lo storytelling sui social

Nuove tecnologie, social network e tendenze vanno da sempre di pari passo. Nel corso degli anni è cambiato radicalmente il modo in cui utilizziamo i social network e condividiamo contenuti online. Dagli stati di Facebook ai duetti di TikTok, com'è avvenuta questa evoluzione?

Il viaggio nella narrazione social delle nostre vite inizia nel 2004 con Facebook. La piattaforma social di Zuckerberg, prima di essere la più conosciuta ed utilizzata del mondo, era molto semplice e con poche funzionalità. Aggiornavamo i nostri amici principalmente attraverso la condivisione di stati. Su questa scia, nel 2006 nasce Twitter con l’intenzione di permettere agli utenti di condividere messaggi in soli 140 caratteri (oggi 280), gli stessi degli sms.

Poi l'arrivo di smartphone con telecamere più performanti e connessioni internet più veloci ci hanno abituati a raccontare le nostre esperienze principalmente tramite le foto, soprattutto con l’esplosione di Instagram, il primo social nato esclusivamente per la condivisione di foto. I video infatti arrivarono solo nel 2013.

Un cambio radicale nella narrazione social avviene con Snapchat, la prima applicazione per pubblicare foto e video di pochi secondi che possono essere visualizzati per un massimo di 24 ore. Questo canale è stato quindi il primo a lanciare i contenuti effimeri, quelli che poi si sono diffusi a macchia d'olio nelle altre applicazioni. Da questo momento in poi, grazie allo sviluppo tecnologico degli smartphone e all'avvento delle Instagram Stories, ci siamo trasformati sempre di più in veri e propri reporter della nostra vita, condividendo contenuti in real time.

Nonostante il grande successo riscosso da YouTube in quegli anni, la produzione di un video non era (e forse non è tuttora) alla portata di tutti. I dati più recenti  dimostrano che gli utenti di YouTube, rispetto a quelli di altre piattaforme, sono quelli che guardano di più, ma producono meno.

Lo switch di questa tendenza è avvenuto con TikTok: l'app che ha reso l'editing video a portata di tutti. Oggi tutti siamo content creator, chi per diletto, chi per professione.

I social e le piattaforme di intrattenimento cambiano col passare degli anni, ma c'è una certezza: nell'ultimo decennio il video è infatti diventato uno tra i metodi più utilizzati per la comunicazione. Perché preferiamo guardare video? Perché ci raccontano una storia. La narrazione per immagini ci coinvolge immediatamente.

Nel 2020, l’83% degli utenti di internet ha visto contenuti digitali. Questo numero cresce di anno in anno.

Se analizziamo i dati di permanenza degli utenti sui social e sulle piattaforme di intrattenimento, emerge che sono di gran lunga superiori a quelli di alcuni anni fa e che a primeggiare solo le piattaforme dedicate ai video: TikTok, Twitch, Youtube.

TikTok ha un tempo di permanenza medio di 75 minuti in Italia e l’app viene aperta in media 14 volte al giorno. L'obiettivo infatti è quello di rendere TikTok sempre di più un'app di intrattenimento e non un social network. Questo spiega perché ci sia un chat molto semplice e un editor video super avanzato: con un tap ti permette di sincronizzare i video con la musica, eliminare il rumore di fondo, migliorare la qualità della luce. Inoltre, recentemente sono stati aggiunti i video da 3 minuti e prossimamente arriveranno fino a 5 minuti.

Nonostante questa recente evoluzione, TikTok ha alimentato ulteriormente il fenomeno dei video brevi: sono sempre più fruiti dalle persone (+100% anno su anno) e stanno suscitando un'attenzione sempre maggiore da parte dei brand. Questa è anche la strada che sta intraprendendo Instagram con i Reels. Per questo diventa sempre più difficile catturare l'attenzione di chi si trova davanti allo schermo dello smartphone, in particolare le Nuove Generazioni.

Il nostro viaggio per ora si ferma qui, in un'era in cui parliamo con il linguaggio dei trend, balliamo e ascoltiamo le canzoni delle challenge e ci raccontiamo in video e storie di pochi secondi.

Eppure, c'è ancora un dato significativo da prendere in considerazione: nonostante la pandemia e i lockdown, il tempo medio speso sui social nel 2021 è di 142 minuti, lo stesso del 2018.

Forse gli utenti cercano già qualcosa di diverso? Infatti, c'è chi sta lavorando a un nuovo mondo connesso e condiviso, il metaverso. Come comunicheremo nel metaverso? Ben presto lo scopriremo.