• Programmatic
  • Engage conference

OneDay Post-it

A cura di OneDay

Piccole news ad alto impatto raccontate da OneDay Group! Dagli approfondimenti sull'ecommerce, passando per le novità dal mondo della comunicazione, fino ai temi che riguardano le nuove generazioni. Post-it è uno spazio di condivisione perchè è grazie alla contaminazione che nascono idee innovative e non convenzionali!

13/05/2022
di Federico Pizzileo - Copywriter & Content Editor Marketing per Chef in Camicia

Glocial: perché comunicare sui social in modo local

Nell'era della globalizzazione può accadere che le esigenze locali vengano dimenticate dai brand. Per questo, uno dei principi del marketing da ricordare sempre è: Think global, act local. Ecco la personalizzazione del prodotto in base ai mercati: la "glocalizzazione".

Ma cosa accadrebbe se questo principio del marketing che si adatta in primis offline, venisse trasportato anche online? Da qui nasce il nuovo approccio "glocial" (global+local+social).

Ogni social è un ecosistema

Nel 2022 abbiamo ormai capito che non essere online è una mossa assolutamente sbagliata. Del resto, il numero di chi fruisce dei social ha superato i 2 miliardi, sparsi su tutti i principali social media. Ed è proprio per questo che risulta impensabile agire ovunque e soprattutto allo stesso modo. È necessaria una comunicazione ottimizzata glocial.

I social media non sono solamente luoghi digitali di incontro in cui i brand devono essere attivi, comunicando religiosamente i propri prodotti nel modo in cui si è sempre fatto. No, ogni social network è un vero e proprio ecosistema i cui mattoncini sono formati dalla community e dalle persone che potenzialmente ne possono fare parte. Bisogna partire proprio da questo concetto, per personalizzare la comunicazione in base al canale.

Facebook, per esempio, è considerato il social per definizione, praticamente la piattaforma più longeva tra quelle attualmente in uso, con stimati più di 2.5 miliardi di utenti attivi mensili. Per loro, però, è importante avere a disposizione contenuti leggeri, semplici e chiari, ancora meglio se composti da testi o video immediati.

Instagram, che inizialmente era il luogo online perfetto per condividere scatti e istantanee, ora è un validissimo strumento di business, specialmente per le aziende che amano veicolare il loro messaggio attraverso l'uso delle immagini. Per questo, è importante comunicare in maniera maniacalmente curata, emozionale e riconoscibile attraverso i mezzi a disposizione, ossia stories, feed e reels.

E se dovessimo dire Gen Z cosa vi viene in mente? Sicuramente la piattaforma per eccellenza: TikTok, il social network cinese nato nel 2018 dalla fusione con l’altrettanto celebre Musical.ly. Il suo punto forte sono senza dubbio i contenuti video che intrattengono attraverso storie, tutorial ed educational contents.

Tre elementi per ottimizzare la comunicazione social

Insomma, i social media sono strumenti utilissimi per aumentare il tasso di conversione, e in tal senso è importante avere accorgimenti per riuscire a comunicare in modo glocial.

In primis, bisogna fare molto social listening: ascoltare cosa hanno da dire gli utenti e anche cosa non hanno da dire, per capire quali sono le parole più utilizzate, i trend del momento da cavalcare, le idee da concretizzare e integrare. E quando non si riesce a venire a capo di qualcosa, la cosa migliore da fare è chiedere direttamente agli interessati: tramite Google Form, typeform o Instagram Stories, è meglio domandare alla community cosa si aspetta e cosa vorrebbe trovare. In questo modo si otterranno due benefici; il primo è il numero di idee nuove e fresche, il secondo è rendere davvero parte dell’azienda anche chi per altri è solo un numero accanto alla parola “followers”.

Bisogna poi fare un sacco di test di tutti i tipi di contenuti, di elementi grafici, video, audio e testuali, per capire quali sono quelli che performano meglio e quindi iniziare a puntare principalmente su quelli.

Per passare quindi all’ultimo elemento, ossia iniziare a predire i trend e le attività su una base molto più larga, dati alla mano e con il giusto spirito creativo, perché questo è il momento in cui le aziende devono passare dallo “storytelling” allo “storydoing” attraverso l’approccio glocial.

scopri altri contenuti su