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29/08/2022
di Caterina Varpi

Facebook: raggiunto un accordo per chiudere il caso Cambridge Analytica

Lo scandalo, scoppiato nel 2018, aveva coinvolto il social network per l’accesso non autorizzato ai dati degli utenti

Photo by Alex Haney on Unsplash

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Si chiude il caso Cambridge Analytica, lo scandalo in ambito dati che ha coinvolto i profili di 87 milioni di utenti di Facebook, dopo quattro anni. Meta, infatti, ha raggiunto un accordo preliminare presso il tribunale federale di San Francisco nella causa di risarcimento che l’aveva coinvolta insieme alla società di analisi inglese. Non sono stati per il momento resi noti i dettagli e la cifra dell'accordo.

Il caso, che ha portato il social network a dover pagare una multa di diversi miliardi di dollari e al crollo del titolo in borsa, era emerso nel 2018 dopo un articolo dell’Observer che riportava le rivelazioni di un informatore di Cambridge Analytica. Nella causa, un gruppo di utenti accusava il social di aver violato le regole sulla privacy condividendo i propri dati con terze parti, inclusa l’azienda Cambridge Analytica, che era collegata alla campagna presidenziale di Donald Trump del 2016. Il caso attirò grande attenzione internazionale, portando il fondatore di Meta Mark Zuckerberg davanti al Congresso degli Stati Uniti per una lunga testimonianza.


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Zuckerberg e la direttrice operativa uscente della società, Sheryl Sandberg, avrebbero dovuto essere interrogati dagli avvocati della controparte nel mese di ottobre. Carole Cadwalladr, la giornalista dell’Observer tra le prime a indagare sui fatti, ha commentato al Guardian: “Il fatto che Facebook abbia scelto su un accordo a pochi giorni da un controinterrogatorio di sei ore sotto giuramento dà la misura di quanto Zuckerberg voglia evitare di rispondere alle domande sull'insabbiamento del data breach”. Al momento, Meta non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa sull’accordo.

Dopo la scandalo, Facebook a corso ai ripari con diverse iniziative e nuove funzionalità sul social mirate alla salvaguardia della privacy degli utenti. 

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