Più investimenti nei contenuti televisivi, un'unica piattaforma digitale europea al via da gennaio, contenuti pensati per vivere su tutte le piattaforme e un'accelerazione nell'integrazione tra le società del gruppo. È questa la nuova strategia di MFE-MediaForEurope illustrata da Pier Silvio Berlusconi nel corso della presentazione della nuova stagione televisiva di Mediaset. Un cambio di passo che arriva a un anno dall'acquisizione del controllo di ProSiebenSat.1 e che, nelle intenzioni del gruppo, apre una nuova fase del progetto europeo.
«Qualche settimana fa, nell'ennesima riunione in cui parlavamo di ristrutturazioni, efficienze, risparmi, progetti di intelligenza artificiale e di come affrontare il calo degli ascolti e la concorrenza delle piattaforme web, ho detto: 'Fermi tutti, sta diventando troppo complicata'. Ho passato due giorni da solo e ho riscritto la strategia di MFE», ha raccontato Berlusconi.
La nuova strategia poggia su quattro direttrici: maggiore integrazione tra le società del gruppo, rilancio del prodotto editoriale, sviluppo di contenuti realmente multipiattaforma e creazione di una piattaforma digitale europea.
Più investimenti nella televisione
Il messaggio più netto lanciato da Berlusconi riguarda il ruolo della televisione, che resta il cuore del progetto industriale di MFE.
«Prima di tutto noi siamo editori. Siamo editori televisivi. Crediamo nella forza della televisione». È da questo principio che parte la nuova strategia di MFE. Berlusconi ha spiegato che il gruppo aumenterà gli investimenti nei contenuti locali anche negli altri mercati in cui opera: «Investiremo sul prodotto. In Italia già lo facciamo e proveremo a farlo anche negli altri Paesi». L'obiettivo è replicare il modello italiano, rilanciando l'offerta editoriale soprattutto in Germania e Spagna. «Dobbiamo riaccendere da editori televisivi i canali tedeschi e i canali spagnoli», ha sintetizzato.

Il rilancio editoriale sarà sostenuto anche dai risultati del percorso di integrazione avviato dopo la nascita di MFE. Berlusconi ha ricordato che il gruppo ha già raggiunto 60 milioni di euro di sinergie e circa 100 milioni di ulteriori efficienze, anticipando di un anno gli obiettivi del piano industriale. «Questi 160 milioni non sono risparmi. Sono il punto di partenza per la vera prima direttrice della nuova strategia: una nuova spinta editoriale per una nuova televisione».
Contenuti pensati per nascere in TV e vivere ovunque
Un altro pilastro della strategia riguarda l'evoluzione dei contenuti. Per Berlusconi, la sfida non è inseguire i modelli delle grandi piattaforme digitali, ma valorizzare ciò che MFE sa fare meglio: produrre contenuti editoriali forti, capaci però di vivere fin dall'origine su media diversi.
«Noi non siamo un fast food internazionale. Produciamo programmi di informazione, intrattenimento, fiction e cinema per i singoli Paesi», ha spiegato. L'obiettivo è sviluppare prodotti che nascono in televisione, ma sono già pensati per circolare su tutte le piattaforme, dai servizi digitali del gruppo ai social media. «Anche sul digitale dobbiamo far vivere la nostra identità, con prodotti sempre più evoluti che magari nascono in televisione, ma già pronti a girare su tutte le piattaforme», ha sintetizzato.
A dimostrazione del percorso già avviato, Berlusconi ha ricordato che nell'ultima stagione i contenuti del gruppo hanno generato 10 miliardi di video views sui social, raggiungendo 90 milioni di follower, mentre sono stati prodotti oltre 162 mila contenuti digitali originali.
A gennaio parte la piattaforma digitale europea
Uno dei principali progetti annunciati riguarda il lancio della nuova piattaforma digitale unica del gruppo, previsto per gennaio. La piattaforma unirà le migliori tecnologie sviluppate da MFE nei diversi Paesi: il front-end sarà quello di Infinity, mentre il back-end sarà quello della piattaforma tedesca Joyn.
«L'abbiamo costruita scegliendo il meglio che avevamo nei vari Paesi», ha spiegato Berlusconi. L'obiettivo è creare una piattaforma comune per tutti i mercati in cui opera il gruppo, raggiungendo un bacino potenziale di circa 200 milioni di persone. Per il presidente di MFE il progetto dovrà distinguersi anche sul fronte pubblicitario. «Vogliamo rappresentare qualcosa di diverso rispetto ai giganti del web, offrendo informazioni certificate e un livello di sicurezza verso clienti e utenti che oggi non esiste».
Un gruppo sempre più integrato
Alla base della nuova strategia resta il percorso di integrazione del gruppo, che oggi opera tra Italia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera e Portogallo. Nel corso del confronto con i giornalisti, Berlusconi ha spiegato che, almeno nel breve periodo, il gruppo non prevede nuove operazioni di M&A. La priorità sarà completare l'integrazione delle attività già acquisite e consolidare il progetto europeo.

Parallelamente proseguirà però lo sviluppo internazionale di MFE Advertising. Oltre a gestire la raccolta pubblicitaria nei Paesi in cui il gruppo è direttamente presente, la concessionaria ha stretto accordi commerciali con broadcaster di altri mercati europei (tra questi, TF1 in Francia, Channel 4 in Uk e Gruppo PPF nell’Europa dell'Est) arrivando a coprire un bacino di circa 500 milioni di persone (ne parliamo più nel dettaglio qui).
«Ci siamo mossi per primi», ha osservato Berlusconi, sostenendo che la scelta di costruire un broadcaster europeo sta trovando conferma nell'evoluzione del settore. «
Oggi tutti stanno cercando una dimensione internazionale. Penso che chi è rimasto solo nel proprio Paese dovrà in qualche modo ragionare a livello europeo».