Il K-Beauty ha superato da tempo i confini della semplice tendenza skincare. Oggi rappresenta un ecosistema culturale e digitale che coinvolge creator, community, retailer, piattaforme social e nuovi modelli di scoperta e acquisto. È quanto emerge da “The K-Beauty Phenomenon”, il nuovo report realizzato da 40Degrees, unit specializzata in Influencer Marketing e Branded Content di Openbox, che analizza il ruolo dei contenuti digitali e dell'Influencer Marketing nello sviluppo del fenomeno K-Beauty in Italia.
L'analisi, condotta attraverso dati di consumer intelligence e l'osservazione delle conversazioni sviluppate da creator e utenti su Instagram, TikTok e YouTube, restituisce la fotografia di un settore che continua a crescere grazie alla capacità di trasformare contenuti, educazione e community in leve di scoperta e fiducia.
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Un fenomeno generazionale
Il report evidenzia come il K-Beauty sia un fenomeno fortemente generazionale. La Gen Z rappresenta il segmento più coinvolto e caratterizzato, con livelli di interesse e partecipazione superiori rispetto alle altre generazioni.
La scoperta dei prodotti avviene principalmente attraverso i social media, con Instagram e TikTok che si confermano i principali touchpoint del percorso di acquisto. In particolareTikTok registra gli indicatori più elevati, affermandosi come piattaforma centrale nella diffusione di trend, creator e prodotti beauty.
Accanto alla scoperta impulsiva, emerge però anche una componente di approfondimento e validazione: YouTube e Google mantengono infatti un ruolo rilevante nel percorso informativo degli utenti.
Creator e contenuti al centro dell'ecosistema
Uno degli elementi più significativi emersi dall'analisi riguarda il ruolo dei creator. Su Instagram il fenomeno coinvolge oltre 500 creator e quasi 1.800 contenuti pubblicati, capaci di generare 15 milioni di impression e oltre 600 mila interazioni. I Reel si confermano il formato dominante: rappresentano il 74% dei contenuti pubblicati e generano oltre il 91% dell'engagement complessivo.
Particolarmente rilevante il ruolo dei micro creator, che rappresentano oltre il 75% dei creator attivi nel racconto del K-Beauty. Secondo il report, la loro forza risiede nella capacità di combinare credibilità, prossimità e coinvolgimento, confermando l'importanza delle dinamiche peer-to-peer all'interno della categoria.
TikTok accelera la crescita del fenomeno
Se Instagram rappresenta il luogo della relazione continuativa, TikTok emerge come il motore della scoperta. Nel periodo analizzato, 275 creator hanno generato oltre 129 milioni di visualizzazioni e 1,7 milioni di interazioni, confermando la capacità della piattaforma di amplificare rapidamente trend, prodotti e routine beauty.
I contenuti più efficaci sono quelli che mostrano risultati concreti e trasformazioni visibili: texture, routine, tutorial, glow skin e transformation content rappresentano i principali driver narrativi della piattaforma.
L'analisi evidenzia inoltre come gli utenti siano meno guidati dall'entusiasmo e più orientati alla ricerca di informazioni e prove concrete. I commenti risultano infatti dominati da contenuti neutrali, curiosità e ironia, segnale di una community sempre più informata e pragmatica.
Dalla skincare alla cultura digitale
Secondo 40Degrees, il vero elemento distintivo del K-Beauty non risiede nei singoli prodotti o ingredienti, ma nella capacità di aver costruito un ecosistema in cui contenuti, educazione, community e conversione convivono allìinterno dello stesso percorso. Il K-Beauty appare quindi come un modello culturale e comunicativo che offre importanti indicazioni a brand e marketer su come costruire rilevanza nell'era dei creator.
“Il K-Beauty - spiega Matteo Pogliani, CEO di 40Degrees - è un esempio perfetto di quanto oggi i fenomeni di consumo e culturali non possano più essere compresi osservando un solo dato, una sola piattaforma o una singola dinamica. Questo report racconta un ecosistema complesso, in cui si intrecciano comportamenti, creator, community, contenuti, linguaggi e performance. È proprio qui che si esprime il valore di 40Degrees: nella capacità di integrare fonti, strumenti e metodologie diverse per arrivare a un livello di analisi estremamente granulare, trasformando una quantità enorme di segnali digitali in una lettura strategica dei fenomeni che stanno cambiando non solo la comunicazione, ma anche la cultura e i consumi. I dati raccolti sul K-Beauty — dalla centralità di TikTok nella scoperta al peso dei micro creator, fino alla forza dei formati video — dimostrano quanto sia necessario andare oltre la superficie dei trend per comprenderne davvero le dinamiche e l’evoluzione.”