L'intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui gli utenti cercano informazioni e, di conseguenza, il modo in cui i brand devono costruire la propria visibilità online. A fare il punto è Duccio Lunari, CEO di Nucleos, secondo cui la transizione dalla SEO alla cosiddetta GEO (Generative Engine Optimization) rappresenta una sfida che le aziende non possono più ignorare.
«Oggi sappiamo che milioni di persone utilizzano già strumenti di AI per informarsi e prendere decisioni. Per questo i brand devono esserci, anche se il modo di essere presenti è diverso rispetto ai motori di ricerca tradizionali», spiega Lunari.
Uno dei principali ostacoli resta la misurazione. «I dati messi a disposizione dai provider AI sono ancora limitati e questo rende difficile capire davvero come gli utenti interagiscono con le risposte generate dall'intelligenza artificiale», osserva il manager, sottolineando come «un prompt vale uno»: ogni richiesta è unica e rende molto più complessa la valutazione della visibilità rispetto al tradizionale mondo delle keyword.
SEGUICI SU INSTAGRAM
Per Duccio Lunari, la GEO non sostituisce la SEO, ma ne rappresenta un'evoluzione. «Le basi tecniche restano fondamentali, ma oggi contano sempre di più l'autorevolezza del brand, la qualità dei contenuti e la coerenza dei dati. L'obiettivo è diventare uno dei pochi brand che l'AI sceglie di citare».
Il consiglio ai marketer è quello di affrontare il cambiamento con metodo. «Prima di seguire le mode bisogna monitorare i dati, studiare l'evoluzione del mercato e consolidare i fondamentali. Solo dopo si può lavorare sulla visibilità specifica nei motori di intelligenza artificiale», conclude Lunari.
Guarda l'intervista completa nel video.