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14/04/2020

Coronavirus, ecco cosa si aspettano gli italiani dai brand

Uno studio di Edelman rivela come l'81% degli italiani chiede una comunicazione di prodotto che non ignori l'emergenza mentre il 57% non si attende campagne di marketing troppo allegre o di tono umoristico

Fiorella Passoni

Fiorella Passoni

La comunicazione dei brand ricopre un ruolo decisamente importante nella conquista della fiducia dei consumatori durante l’emergenza secondo gli italiani: lo svela la ricerca “Brand Trust and the Coronavirus Pandemic” realizzata da Edelman sul ruolo del settore privato durante la pandemia e per rilevare il grado di fiducia e le aspettative delle persone rispetto al ruolo dei brand durante l’emergenza Coronavirus. Tra gli altri risultati di spicco figura il fatto che il 92% degli italiani si aspetta che i brand facciano ogni sforzo per proteggere la salute ed il reddito dei propri collaboratori e fornitori, che l’89% chiede di rivedere la produzione per aiutare i consumatori ad affrontare le sfide dettate dall’emergenza, che l’81% vuole che le aziende siano una fonte d’informazione affidabile sul virus e sui progressi compiuti per combatterlo, mentre l’82% chiede ai brand di assumere una funzione educativa sulla pandemia e sulle modalità di protezione.

L'81% degli italiani chiede una comunicazione di prodotto che non ignori l'emergenza

Uno degli argomenti trattati dalla ricerca di Edelman è quello sulla comunicazione dei brand al momento della pandemia. La comunicazione delle aziende ricopre un ruolo importante nella conquista della fiducia, infatti l’88% degli italiani vuole essere informato su quali azioni le aziende stiano intraprendendo per supportare e proteggere consumatori e dipendenti e il 67% del campione ritiene rassicurante ricevere informazioni circa la risposta all’emergenza dei marchi che utilizza, un dato superiore rispetto alla media globale e a quello di USA, Francia, Germania e Regno Unito. Empatia e focus sulle soluzioni sono due aspetti fondamentali per la fiducia nei brand tanto che l’81% degli italiani chiede di esprimere pubblicamente supporto nei confronti delle comunità più colpite ed una stessa percentuale auspica una comunicazione di prodotto che non ignori la situazione di emergenza e sia focalizzata sull’impatto che i prodotti stessi hanno sulla vita quotidiana. La comunicazione non deve quindi essere distonica rispetto al momento tanto che il 57% del campione chiede di evitare campagne di marketing troppo allegre o di tono umoristico, mentre il 37% degli italiani non si aspetta di vedere una comunicazione ispirata all’evasione o che evidenzi gruppi di consumatori riuniti che trascorrono del tempo insieme utilizzando un determinato prodotto. I media tradizionali sono i canali preferiti per ricevere informazioni dai brand sul virus dal 43% degli italiani seguiti da Facebook con il 38%; una conferma del ruolo non secondario dei social in questo momento tanto che l’87% degli italiani chiede ai brand di utilizzarli per creare un senso di comunità e offrire supporto ai consumatori.

La fiducia nel ruolo sociale delle aziende

Gli italiani ripongono grande fiducia nel ruolo sociale e nel supporto che i brand possono fornire nella situazione attuale tanto che il 92% si aspetta che essi cooperino con il Governo nell’affrontare la crisi, l’81% crede che i marchi debbano costituire una “rete di sicurezza” per colmare eventuali vuoti nell’azione delle autorità e il 92% ritiene che debbano offrire prodotti gratuiti o a prezzi fortemente scontati per aiutare le categorie maggiormente in difficoltà. 1 italiano su 3 ha di recente iniziato ad utilizzare un nuovo brand per la risposta innovativa o l’impegno sociale profuso durante l’emergenza Coronavirus. In una situazione di emergenza come quella attuale la fiducia in un brand è ancora più importante come fattore di scelta ed infatti la ricerca ha messo in evidenza come il 62% degli italiani si stia orientando sempre di più verso marchi nei quali ripone la massima fiducia, un dato superiore rispetto alla media globale e a paesi come USA, Regno Unito, Germania e Francia. Le azioni realizzate nella situazione attuale hanno un peso notevole per i brand anche in prospettiva, visto che per il 66% degli italiani l’efficacia con la quale un brand risponde alla crisi avrà un impatto notevole sulla probabilità di sceglierlo in futuro ed anche in questo caso il nostro paese si dimostra più sensibile rispetto ai principali stati europei e agli USA.

Comunicazione trasparente ed empatica

“La nostra ricerca dimostra come la tendenza dei consumatori a riporre grande fiducia nel ruolo delle aziende per la soluzione di problemi di natura sociale si sia rafforzata notevolmente in seguito all’emergenza Coronavirus. Oggi più che mai i brand hanno la possibilità di fare la differenza e giocare un ruolo da protagonisti nell’affrontare e superare la crisi attraverso la ricerca di soluzioni innovative che diano un contributo concreto. E’ una sfida che comporta grande impegno e responsabilità ma dalla quale dipende il rapporto di fiducia con i consumatori e di conseguenza la reputazione presente e futura delle aziende tanto che, secondo la ricerca, un italiano su 4 ha già deciso di penalizzare quei brand che non hanno agito in maniera appropriata in risposta alla pandemia – ha affermato Fiorella Passoni, Amministratore delegato di Edelman Italia. "I consumatori in questo momento si aspettano che i brand diano la precedenza alle persone rispetto ai profitti, cooperino stabilmente con le autorità, forniscano informazioni per proteggersi dal contagio e attuino una comunicazione trasparente ed empatica - continua Passoni. - Tante aziende italiane si stanno mostrando all’altezza della situazione e sono quelle che resisteranno meglio alla crisi perché l’avranno utilizzata come momento per rafforzare il proprio rapporto di fiducia con i consumatori dimostrando efficienza, creatività e capacità di adattamento”. Lo studio è stato condotto tra il 23 e il 26 marzo su di un campione di 12.000 persone in 12 mercati (Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Sudafrica, Corea del Sud, Regno Unito, Stati Uniti).

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