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03/06/2021
di Cristina Oliva

AppQuality si impegna in quattro progetti per azzerare il suo impatto ambientale

Lorenzo Dado Capecchi, Chief Community Officer e responsabile del progetto di Carbon Neutrality

Lorenzo Dado Capecchi, Chief Community Officer e responsabile del progetto di Carbon Neutrality

Si prende meno frequentemente l’auto per andare in ufficio, si stampano meno documenti, ci si incontra su Zoom, e per chi si occupa di canali digital il lavoro è tutto o quasi svolto al computer. Che impatto ambientale può avere la nostra vita lavorativa? L’impatto c’è, visto che la tecnologia lascia un’impronta indelebile sull’ambiente. Per far fronte a questo impatto, si possono compensare le emissioni di CO2 dell’intera azienda.

Se non è possibile eliminare le emissioni di CO2, si può diventare carbon neutral, anche se non si è  una grande azienda. AppQuality, startup attiva nel Crowdtesting, ha fatto sapere che è da poco diventata carbon neutral compensando le emissioni di CO2 fino a maggio 2022.

La startup che si occupa di bug hunting su prodotti digitali e ottimizzazione della UX, che ha un team di circa 40 persone, conta emissioni di CO2 pari 160.000 Kg in un anno, ovvero come fare in aereo Polo Nord- Polo Sud per 120 volte oppure percorrere, sempre in aereo, il tragitto Terra-Luna per più di sei volte. 

Per compensare, AppQuality si è rivolta ad un’altra startup, Up2You, che ha calcolato le emissioni e sostenuto quattro progetti che le azzerassero per un anno intero. Ad esempio, attualmente AppQuality aiuta le zone rurali della Cina a sostituire i combustibili fossili con l’energia solare, promuove la conservazione della foresta Amazzonica e la fauna africana.

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