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di Andrea Di Domenico

Anthropic stupisce ancora: la nuova pubblicità di Claude mette al centro le domande più difficili sull'AI

Dopo il Grand Prix Film ai Cannes Lions, l'agenzia Mother firma un nuovo spot per Claude che affronta sicurezza, fiducia e responsabilità nell'AI. Una campagna che va oltre la pubblicità e alimenta il confronto sul ruolo dell'intelligenza artificiale

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Dopo aver conquistato il Grand Prix Film ai Cannes Lions 2026 (in pratica l'Oscar al migliore spot, per i meno avvezzi, ndr) con gli spot pubblicitari che ironizzavano sull'arrivo della pubblicità su ChatGPT, Anthropic torna a far parlare di sé con una nuova pubblicità di Claude. Lo spot, intitolato "There's Hope in Hard Questions", affronta uno dei temi più delicati del dibattito sull'intelligenza artificiale: sicurezza, fiducia e responsabilità.

La nuova pubblicità stupisce lo spettatore sin dai primi secondi: non si parla delle prestazioni del modello, mentre la narrazione si costruisce in modo quasi distopico, attraverso immagini inquietanti accompagnate da una serie di interrogativi. "Possiamo fidarci dell'AI?", "Chi stabilisce le regole?", "Chi decide quando fermarsi?". Solo nella parte finale il tono cambia, suggerendo che la speranza risieda proprio nella volontà di affrontare apertamente queste questioni.

A firmare lo spot è ancora una volta Mother, l'agenzia londinese che ha costruito l'identità pubblicitaria di Claude. Lo scorso anno era stata proprio Mother a realizzare la campagna "Ads are coming to AI. But not to Claude", premiata con il Grand Prix Film ai Cannes Lions 2026. In quell'occasione Anthropic aveva scelto di differenziarsi dai concorrenti rivendicando la decisione di non introdurre pubblicità nel proprio chatbot, attraverso una serie di spot che immaginavano risposte dell'AI improvvisamente interrotte da messaggi promozionali.

Anche questa volta, però, la campagna va oltre lo spot. Anthropic ha infatti realizzato un sito dedicato attraverso il quale invita il pubblico a condividere dubbi, opinioni e aspettative sui principali temi legati all'intelligenza artificiale, dall'impatto sul lavoro alla ricerca scientifica, fino alla sicurezza e alla governance della tecnologia. L'obiettivo dichiarato è alimentare un confronto aperto e rendere conto nel tempo dei progressi compiuti su questi temi.

La nuova campagna di Claude sta già generando un ampio dibattito online. C'è chi ne ha apprezzato l'approccio, ritenendolo un modo maturo per affrontare le implicazioni dell'AI, e chi invece l'ha giudicata eccessivamente cupa. Tra le reazioni più commentate c'è stata anche quella del CEO di OpenAI, Sam Altman, che su X ha ironizzato raccontando di aver inizialmente pensato che il video fosse una parodia.

Al di là delle reazioni, la nuova pubblicità conferma una strategia ormai riconoscibile: mentre molti player dell'intelligenza artificiale continuano a competere soprattutto sulle prestazioni dei modelli, Anthropic punta a costruire il proprio brand attorno ai temi della fiducia e della responsabilità. Un posizionamento che negli ultimi mesi è emerso anche fuori dalla comunicazione, quando l'azienda ha rifiutato di eliminare alcune limitazioni all'utilizzo di Claude in ambito militare richieste dal Pentagono, aprendo un duro confronto con l'amministrazione Trump. Una vicenda che ha rafforzato l'immagine di Anthropic come uno degli attori più attenti alle implicazioni etiche dello sviluppo dell'intelligenza artificiale.

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