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03/07/2026
di Cristina Oliva

AI Act, Reesonance presenta un programma di compliance per agenzie di comunicazione

L'iniziativa si rivolge a un settore in cui l'utilizzo dell'intelligenza artificiale è sempre più diffuso, mentre l'Unione Europea avvia l'applicazione dell'AI Ac

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Reesonance, consulting company specializzata nell’accompagnare le aziende verso la trasformazione AI, lancia un programma strutturato di AI compliance e change management specificamente progettato per agenzie creative, agenzie di marketing e dipartimenti di comunicazione.

Il servizio nasce dall’esigenza di un settore che usa l’intelligenza artificiale in modo pervasivo ma spesso inconsapevole, proprio mentre l’Unione Europea avvia la fase di esecuzione dell’AI Act (Regolamento UE 2024/1689). Il Regolamento è in vigore dal 1 agosto 2024 e dal 2 agosto 2026 i controlli diventano attivi. Dal 2 dicembre 2026 tutti i contenuti generati dall’AI, testi, immagini, audio, video, dovranno essere chiaramente etichettati. 

"Le agenzie creative sono tra le organizzazioni più esposte all’AI Act, e tra le meno preparate” dichiara Federico Chesi, COO Reesonance, “Non perché non usino l’AI, anzi al contrario la usano massivamente, ma quasi nessuna ha costruito un framework di governance pensato per i flussi di lavoro di un’agenzia: dal brief creativo alla produzione contenuti, dal copy alla generazione di testi, immagini e video. Noi siamo partiti da lì”.

Un'agenzia che utilizza strumenti di AI per la produzione di contenuti senza un'adeguata formazione del personale, procedure di supervisione umana e una gestione strutturata dei sistemi impiegati può non essere conforme ai requisiti previsti dall'Articolo 4 dell'AI Act. Dal dicembre 2026 entreranno inoltre in vigore controlli sull'obbligo di etichettatura dei contenuti generati dall'AI, con possibili sanzioni in caso di inadempienza. Secondo Reesonance, la principale criticità riguarda la governance interna: in molte agenzie l'adozione dell'AI avviene ancora in modo frammentato, senza processi condivisi, un censimento degli strumenti utilizzati o linee guida sull'impiego e sulla dichiarazione dei contenuti generati con l'intelligenza artificiale.

L’approccio Reesonance

Reesonance nasce dall’esperienza dei suoi fondatori in Aquest, parte di WPP: "Abbiamo vissuto dall’interno le difficoltà reali di chi lavora in agenzia: la pressione sui tempi, la moltiplicazione degli strumenti, la resistenza al cambiamento e sappiamo che un programma di compliance funziona solo se è progettato sui processi reali dell’agenzia, non su quelli ideali di un manuale normativo”, dichiara Michele Mormile, co-founder di Reesonance.

Il programma Reesonance per la compliance AI nelle agenzie copre tre aree. La prima è la mappatura e classificazione dei sistemi AI in uso, inclusi gli strumenti adottati autonomamente dai team, non solo quelli approvati dalla direzione. La seconda è la formazione differenziata per ruolo: creativi, account, strategist e management hanno esposizioni diverse e richiedono percorsi diversi. La terza è la ridefinizione dei workflow produttivi, con l’introduzione di processi di supervisione umana, tracciabilità e etichettatura dei contenuti generati, in linea con gli obblighi normativi.

“La GDPR ha impiegato anni per cambiare davvero i comportamenti aziendali,” osserva Mormile. “L’AI Act seguirà lo stesso percorso, ma in un contesto in cui la tecnologia evolve molto più velocemente. Chi inizia oggi ha un vantaggio competitivo concreto: può costruire processi solidi senza la pressione di un’ispezione imminente. Ma soprattutto può iniziare a pensare all’evoluzione e trasformazione della propria agenzia.”

Reesonance è già operativa con i primi clienti e offre un assessment iniziale gratuito per mappare il livello di esposizione dell’agenzia rispetto agli obblighi AI Act.

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