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26/08/2021
di Gabriele Tamborrino Orsini, Creative Strategy Specialist di ZooCom

Olimpiadi, nuove discipline e… Z-Kateboard

Le olimpiadi Azzurre

Si sono appena concluse le Olimpiadi di Tokyo, ricche di soddisfazioni per quanto riguarda le incredibili prestazioni degli atleti azzurri. Le principali sorprese italiane sono arrivate dall’atletica leggera con gli ori nei 100m, nella 4x100 e nel Salto in alto. Quindi alcune delle specialità più “classiche” ci hanno visto raggiungere il gradino più alto del podio ma il ricolore è stato issato anche in occasione di discipline “esordienti”.

Discipline esordienti

È questo il caso del karate, che ha ci ha regalato il bronzo di Liliana Bottaro e l’oro di Luigi Busà. Quindi il karate è stato uno degli sport a presenziare per la prima volta ai Giochi di Tokyo; e gli altri? Arrampicata, Bmx Freestyle, Basket 3v3, Surf e Skateboard.

Un elenco di discipline giovani e praticate da giovani, salite alla ribalta passando dall’essere moda, poi uno stile di vita, fino a raggiungere la definitiva consacrazione olimpica a livello mondiale; introdotte anche per attirare l’interesse delle nuove generazioni così da facilitare la condivisione online dell’intera manifestazione.

In ogni caso la vena “street e urban” di queste nuove discipline appare quanto mai marcata, con il freestyle della Bmx, lo Street-basket 3v3 e le tavole, che siano sulle onde (surf) o sulle ruote (skate).

Skate

In particolare, lo skateboard ha visto i giovani partecipanti competere in due categorie: street e park. Il primo imita un ambiente stradale appunto, con corrimano, pendii, scale e cordoli; mentre il secondo consiste in una rampa classica sulla quale eseguire le evoluzioni. Gli atleti vengono giudicati in base a diversi parametri: velocità, esecuzione, originalità e difficoltà dei trick.

GenZ dominante

Si può salire sul podio olimpico dello skateboard a 44 anni? Si può, se 44 è la somma degli anni delle 3 atlete medagliate.

Proprio così, la progressiva e prorompente appropriazione da parte degli under25 della cultura urbana, li ha resi imbattibili nelle discipline ad essa legate, in particolare lo skate. Tale dominio della GenZ è reso manifesto da questa disciplina, che ha visto premiare nella categoria femminile park:

  • La “anziana” diciannovenne giapponese Sakura Yosozumi con l’oro;
  • La dodicenne nipponica Kokona Hiraki con l’argento;
  • La tredicenne britannica Sky Brown con il bronzo (la più giovane atleta in assoluto ad aver rappresentato la Gran Bretagna in una gara dei Giochi Olimpici).

Nella competizione femminile per la categoria street non c’è molta differenza:

  • Oro alla giapponese Momiji Nishiya, classe 2007;
  • Argento alla brasiliana Rayssa Leal, classe 2008;
  • Bronzo alla giapponese Fūna Nakayama, classe 2005.

Con un’età media dei 12 atleti sul podio di circa 16 anni e mezzo, possiamo certamente dire che la GenZ really smashed it. E delle 12 medaglie disponibili, ben 5 sono andate al Giappone; addirittura 4 su 6 nel femminile.

Come mai proprio il Giappone?

Le cause possono essere innumerevoli ma questo video può aiutarci a capirne qualcuna, mostrando il passaggio generazionale e l’affermazione del Sol Levante come paese leader del cambiamento.

Urban Culture

Proprio il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) aveva parlato di tutte queste novità sottolineando come Tokyo segnasse “un passo storico nel portare i Giochi ai giovani e nel riflettere la tendenza all’urbanizzazione dello sport”.

Detto-fatto, la Generazione Z si è appropriata di ciò che il Comitato Olimpico gli ha concesso, mettendo ancora una volta in luce la propria fame di emergere, il desiderio di novità, il bisogno di riconoscimento da parte di una società che va più lenta dei nativi digitali.

Non sappiamo quando arriverà il momento degli E-Games o se addirittura chissà, in un futuro lontano (ma non troppo), avranno addirittura delle Olimpiadi a loro dedicate. Possiamo però goderci il presente, che parla finalmente ai giovanissimi in modo diretto e lo fa tramite uno stile che riguarda tutti gli aspetti della vita dei ragazzi (maschi e femmine in egual misura).

Dalla musica all’outfit, dagli accessori ai luoghi della città da frequentare, dallo sport alle mete di viaggio, dai tatuaggi all’intrattenimento, quella urban è una cultura avvolgente ed uniforme per i ragazzi di tutto il pianeta che ci si riconoscono, e merita di essere studiata e compresa da parte di chi intende avere a che fare con questa Urban Z Generation.

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