Dopo oltre cinque anni alla guida di Channel Factory in Italia, Spagna e Portogallo – e l’esperienza più recente come Head of Innovation per l’area EMEA – Luca Di Cesare ha lasciato l’azienda internazionale specializzata in brand suitability e contextual advertising. La sua uscita, all’inizio di settembre, è stata una decisione ponderata, frutto di un percorso che lui stesso definisce «di bilancio e ripartenza».
«È stata un’esperienza straordinaria – racconta di Cesare a Engage –. Ho lanciato l’Italia e poi la Spagna, costruito team forti, portato i mercati del Sud Europa a competere con realtà ben più grandi come Germania o UK. Abbiamo introdotto il concetto di suitability su YouTube quando ancora questo tema era poco conosciuto, educando agenzie e clienti e sviluppando soluzioni poi adottate in tutta Europa. Un percorso che mi ha dato enormi soddisfazioni e che ha visto la mia regione costantemente sul podio nei risultati».
Ma proprio dopo aver consolidato i mercati e raggiunto traguardi importanti, Di Cesare ha sentito l’esigenza di rimettersi in discussione: «Sentivo che il mio ciclo in Channel Factory si era concluso. Continuare significava rischiare di ripetersi. Il nostro settore, invece, sta entrando in una fase completamente nuova, con cambiamenti che considero persino più impattanti delle rivoluzioni che abbiamo già vissuto, dal programmatic alla viewability. Per questo ho deciso di fermarmi un attimo, studiare e guardare avanti».
Focus sull’AI come leva di trasformazione
La direzione del futuro, per Di Cesare, è chiara: l’intelligenza artificiale. «Non intesa come semplice tool che velocizza alcune attività quotidiane, ma come forza capace di trasformare i modelli di lavoro e di business. È un tema che mi affascina profondamente: come le aziende dovranno modificare l’approccio verso dipendenti, clienti e fornitori per integrare davvero l’AI nei processi? Come inserire questo ‘nuovo collega’ che sa fare alcune cose meglio di noi, ma che non può sostituirci in altre?».
Negli ultimi mesi l’ex manager di Channel Factory ha iniziato a dedicarsi a formazione e sperimentazione, con l’obiettivo di trasformare idee e studi in progetti concreti. «Mi sto concentrando in particolare sul mondo del retail, che credo cambierà in maniera radicale. Osservo i comportamenti dei miei figli: la prima risposta alle domande di acquisto passa sempre più da un assistente AI. Questo avrà un impatto enorme sui processi di scelta e sulle relazioni con i brand».
Guardando al settore, Di Cesare individua anche altri ambiti di grande interesse: «Vedo molto fermento sul fronte della sostenibilità ambientale e dell’intersezione tra riduzione delle emissioni e ottimizzazione delle performance media. Sono convinto che ci sia spazio per nuove soluzioni e che il contenuto e la gestione del dato saranno gli elementi centrali per differenziare i modelli di business in un panorama dove la tecnologia rischia di diventare rapidamente una commodity».
Curiosità come motore
A 56 anni, Di Cesare si prepara dunque a un nuovo inizio, forte di una carriera ventennale che lo ha visto protagonista di alcune delle principali fasi di sviluppo del digital advertising in Italia: dagli esordi in DoubleClick (poi entrata in Google), alla guida di smartclip, fino al lancio e alla crescita di Channel Factory nel Sud Europa.
«Ho sempre creduto nella curiosità come motore del nostro lavoro e della vita. Mi piace rimettermi in gioco e ripartire da zero: non è la prima volta che lo faccio. Oggi voglio esplorare come AI e contenuto possano incontrarsi e dare vita a esperienze semplici, personalizzate e veloci per i consumatori. È lì che credo ci sia ancora tanto da dire e da fare».
E conclude con un messaggio aperto: «Sono molto disponibile a confrontarmi e a raccogliere spunti. Nelle prossime settimane pubblicherò alcune riflessioni, ma intanto vi dico: restate sintonizzati».