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di Andrea Salvadori

Amazon meglio delle attese nel trimestre grazie alla pubblicità e al cloud

L’advertising sfiora gli 8,8 miliardi di dollari con un incremento anno su anno del 18%. «Premiato il nostro modello di business più protetto»

Photo by Andrew Stickelman on Unsplash

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Amazon chiude il periodo da aprile a fine giugno con risultati finanziari sopra le attese di Wall Street. Nonostante il secondo trimestre consecutivo in rosso, con una perdita di due miliardi di dollari determinata principalmente dalla scarsa performance dell'investimento nella società di veicoli elettrici Rivian, Amazon ha chiuso le contrattazioni after hours in crescita di oltre il 10%. 

Nei tre mesi, i ricavi del colosso dell’ecommerce sono risultati in aumento del 7% a 121,1 miliardi (gli analisti avevano ipotizzato ricavi per 119 miliardi), mentre per il periodo luglio-settembre l’attesa è di un giro d’affari tra i 125 e i 130 miliardi, con una crescita tra il 13% e il 17%. A trainare in conti di Amazon sono stati in particolare il business cloud di AWS, in aumento del 33% a 19,7 miliardi, e la pubblicità, +18% a quasi 8,8 miliardi (meglio di quanto atteso dal mercato, contrariamente a quanto avvenuto nel primo trimestre), mentre il business ecommerce ha chiuso ancora il trimestre con il segno meno (-4%).

A differenza degli altri colossi del web, come Meta e Alphabet, Amazon dunque non ha risentito delle frenata degli investimenti pubblicitari, “questo perché il nostro modello di business, basato principalmente sulla promozione dei prodotti all’interno della piattaforma, è più protetto”, ha commentato Brian Olsavsky, chief financial officer di Amazon.

"Nonostante le pressioni inflazionistiche nell'energia e nei costi dei trasporti, stiamo facendo progressi controllando di più i costi e migliorando la produttività della nostra rete”, ha commentato Andy Jassy, ceo di Amazon. “Stiamo inoltre assistendo ad un'accelerazione dell’andamento dei ricavi mentre continuiamo a rendere Prime migliore per i nostri clienti, investendo nella velocità delle consegne e aumentando i benefit riservati agli utenti del servizio“.

Anche Amazon ha dovuto fare i conti comunque negli scorsi mesi con la spinta inflativa e con i problemi nella catena di approvvigionamenti a livello globale, tanto che il titolo della società ha perso da inizio circa il 30% del suo valore.

Di recente la società ha annunciato anche un incremento dei prezzi del suo servizi Prime in cinque paesi europei, tra cui l’Italia e la Gran Bretagna, dopo che un’analoga scelta era stata presa a febbraio per il mercato statunitense. 

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