di Lorenzo Mosciatti

Mondiali di calcio 2026, il grande business dello sport tra streaming, pubblicità e intrattenimento

L’evento accelera la trasformazione del football in un ecosistema mediatico tra diritti multipiattaforma, advertising, sponsorizzazioni, contenuti e creator economy. In Italia, pur senza la Nazionale, cresce l’attenzione per l’impatto su spot e piattaforme tra Dazn e Rai

Da torneo sportivo a piattaforma globale di intrattenimento e pubblicità. È questa la direzione che il calcio sta seguendo da tempo e che troverà una nuova conferma nei Mondiali 2026, al via stasera e in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti. Un'edizione destinata a rappresentare uno spartiacque per il marketing sportivo.

Con un format allargato a 48 squadre, 104 partite e un'audience globale stimata senza precedenti, il torneo organizzato dalla FIFA offrirà ai brand nuove opportunità di visibilità e di connessione con i consumatori. Non saranno necessariamente i marchi che investiranno di più a ottenere i migliori risultati, ma quelli capaci di entrare nelle conversazioni dei tifosi attraverso contenuti, esperienze e storytelling.

La scelta di Stati Uniti, Canada e Messico come Paesi ospitanti aggiunge un ulteriore elemento di interesse. Il Nord America è oggi uno dei mercati più strategici per le aziende globali, soprattutto per raggiungere le nuove generazioni di consumatori. Per questo motivo, molte aziende stanno già pianificando campagne che andranno ben oltre la sponsorizzazione tradizionale.

Un ruolo centrale sarà giocato dai social media e dalla creator economy. Sempre più spesso il valore di una partnership sportiva si misura nella capacità di generare contenuti condivisibili, conversazioni in tempo reale e coinvolgimento delle community. Influencer, creator e piattaforme digitali saranno quindi protagonisti della manifestazione.

Anche le esperienze dal vivo avranno un peso crescente. Fan zone, eventi cittadini, attivazioni immersive, pop-up store e programmi di hospitality offriranno ai brand nuove occasioni per creare connessioni dirette con il pubblico, trasformando il torneo in un ecosistema di esperienze che va ben oltre i novanta minuti di gioco.

Un esempio di questa evoluzione arriva da Nike, che per i Mondiali 2026 ha deciso di abbandonare il classico spot pubblicitario per una strategia basata su attivazioni digitali e collaborazioni continue. Il brand ha riunito un cast che unisce stelle del calcio come Cristiano Ronaldo ed Erling Haaland e icone della cultura pop come Kim Kardashian, Serena Williams, Travis Scott e Lisa, puntando su contenuti diffusi sui social e sulla creator economy (leggi qui).

FIFA verso ricavi record tra diritti tv, sponsorizzazioni e ticketing

Come scritto di recente dal Financial Times, la FIFA prevede di incassare circa 8,9 miliardi di dollari dal Mondiale 2026, contribuendo a portare i ricavi dell'intero ciclo quadriennale a circa 13 miliardi di dollari, il 72% in più rispetto al periodo precedente

La principale fonte di entrate sarà la vendita dei diritti televisivi, che dovrebbe generare quasi 4 miliardi di dollari. A questi si aggiungono circa 1,8 miliardi di dollari derivanti dalle sponsorizzazioni e oltre 3 miliardi di dollari provenienti dalla vendita di biglietti e pacchetti hospitality, favoriti dall'espansione del torneo da 64 a 104 partite e dall'aumento dei prezzi.

Sotto la guida del presidente Gianni Infantino, la FIFA ha rafforzato il proprio modello commerciale, ma non sono mancate le critiche. Associazioni di tifosi denunciano il forte aumento dei costi per assistere alle partite, mentre alcuni osservatori mettono in discussione la trasparenza nella gestione delle risorse.

Halftime show e cooling break: più spettacolo e più spazi per la pubblicità

In questo contesto, la FIFA introdurrà ai Mondiali 2026 una serie di novità destinate ad accelerare la trasformazione della competizione in un evento sempre più vicino ai grandi show dell'intrattenimento globale.

La novità più simbolica sarà l'introduzione del primo halftime show nella finale, modellato sul format del Super Bowl, con performance musicali di artisti internazionali per attrarre un pubblico ancora più vasto e aumentare il valore televisivo dell'evento. L'intervallo non sarà più soltanto una pausa di gioco, ma diventerà uno spazio commerciale e mediatico di altissimo valore, con nuove opportunità di sponsorizzazione e contenuti dedicati al pubblico globale. La finale dei Mondiali 2026 si giocherà il 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, nell'area metropolitana di New York-New Jersey. Qui, tra i due tempi del match, si esibiranno Madonna, Shakira e BTS, in uno show la cui direzione creativa sarà affidata a Chris Martin, il frontman dei Coldplay.

Parallelamente, la FIFA sta ampliando gli spazi pubblicitari durante le partite, introducendo nuove finestre commerciali nei momenti di pausa, come i cooling break. Le due pause dureranno tre minuti ciascuna, mentre i break a disposizione delle concessionarie pubblicitarie dei broadcaster saranno di 2 minuti e 10 secondi. Una politica che ha contribuito ad aumentare il valore dei diritti televisivi e che offre nuovi margini di manovra agli operatori del mercato pubblicitario.

Le aspettative di DAZN Media e Rai Pubblicità

Anche in Italia, nonostante l'assenza della Nazionale italiana (leggi qui il nostro approfondimento sul potenziale impatto negativo sul mercato dell'adv), le aspettative delle concessionarie che stanno commercializzando gli spazi pubblicitari legati ai Mondiali restano positive.

È il caso di DAZN Media, che ha messo a punto per l'evento un'offerta editoriale e commerciale articolata, capace di sfruttare sia le novità introdotte dalla FIFA sia la natura stessa del servizio streaming, tra dirette, contenuti on demand e opportunità di engagement digitale (leggi qui l'intervista ad Andrea Cerasoli, VP Media di Dazn Italia)

Anche Rai Pubblicità guarda con fiducia all'evento. Come ha spiegato l'amministratore delegato Luca Poggi, pur stimando un impatto negativo sulla raccolta compreso tra il 15% e il 20% rispetto a uno scenario con la presenza dell'Italia, la concessionaria prevede comunque di raggiungere una raccolta intorno ai 70 milioni di euro, in linea con i risultati ottenuti durante gli Europei del 2024.

Come noto, DAZN trasmetterà in diretta tutte le 104 partite dei Mondiali di calcio 2026 in Italia (di cui 69 in esclusiva), mentre la Rai ha acquisito i diritti per mandare in onda una selezione di 35 incontri in chiaro, compresi la partita inaugurale, le semifinali e la finale.

Il Mondiale che consacra lo streaming

I Mondiali di calcio 2026 rappresentano un momento storico anche per il mondo dei media, con lo streaming che assume un ruolo centrale nella distribuzione dell'evento. In Italia, è la prima volta che una piattaforma OTT si assicura i diritti completi della Coppa del Mondo, tradizionalmente detenuti dai broadcaster televisivi come Rai, Mediaset e Sky. Dazn ha acquisito i diritti di trasmissione dei Mondiali, tra l'altro, anche per Spagna e Giappone. In Brasile, uno dei paesi dove la passione del clacio è più diffusa, tutti i 104 match del torneo saranno visibili sulla piattaforma di streaming sportivo CazéTV. Con un torneo ampliato a 48 squadre e 104 partite, la domanda di accesso digitale è destinata così a crescere ulteriormente.

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