Diversity Brand Awards 2026: Peroni vincitore "Overall". Premi anche per Alexa e Poste Italiane
I riconoscimenti assegnati nell’ambito del Diversity Brand Summit, nel corso del quale è stato presentato anche il Diversity Brand Index 2026: la ricerca evidenzia un consumatore più selettivo nei confronti dei brand sui temi DEIA
Si è svolta a Milano la nona edizione del Diversity Brand Summit, l’evento promosso da Fondazione Diversity e Focus Mgmt che ogni anno riunisce aziende, istituzioni e professionisti per fare il punto sul ruolo della DEIA (Diversity, Equity, Inclusion & Accessibility) nelle strategie di marca.
Nel corso dell’appuntamento sono stati assegnati i Diversity Brand Awards 2026 e presentati i risultati del Diversity Brand Index, la ricerca che misura la capacità dei brand di sviluppare una cultura inclusiva percepita dal mercato.
Peroni vincitore “Overall” dei Diversity Brand Awards
Tra i vincitori dei premi, il Diversity Brand Award “Overall” è stato assegnato a Peroni, premiata per un progetto articolato sulla parità di genere, sviluppato su più livelli tra comunicazione, formazione e iniziative sociali.
Il riconoscimento “Digital” è andato ad Alexa per Tutor Five, soluzione realizzata con il Centro di Apprendimento FIive per supportare studenti con disabilità e neurodivergenze attraverso l’assistente vocale.
A Poste Italiane è stato invece attribuito il premio “Accessibilità – Design 4 All” per una piattaforma di video tutorial accessibili, progettata per facilitare l’accesso ai servizi postali e finanziari.
Nel corso del Summit sono stati inoltre presentati i dieci progetti più meritevoli del 2025 emersi dal Diversity Brand Index, selezionati attraverso un processo che integra le percezioni dei consumatori con le valutazioni di un comitato scientifico e di un security check committee. Tra le iniziative in evidenza figurano, tra gli altri, i progetti di Ace, Ikea, Netflix e Sephora.
Diversity Brand Index 2026: i temi DEIA influenzano le scelte di acquisto
Accanto alla premiazione, i risultati del Diversity Brand Index 2026 restituiscono un quadro di mercato in evoluzione. Diminuisce in modo significativo il numero di brand percepiti come inclusivi - 164 rispetto ai 488 rilevati nel 2024 - ma cresce la consapevolezza dei consumatori, che tendono a riconoscere e premiare un numero più ristretto di marchi, valutati con maggiore attenzione.
La ricerca evidenzia inoltre come i temi legati alla DEIA influenzino in modo crescente le scelte d’acquisto: oggi il 71% delle persone dichiara di tenerne conto nelle proprie decisioni, mentre aumenta l’atteggiamento critico verso i brand percepiti come non inclusivi o neutrali. Otto persone su dieci non consiglierebbero marchi non inclusivi, e una su due eviterebbe anche quelli che non prendono posizione su questi temi.
In questo contesto, coerenza, trasparenza e autenticità emergono come elementi centrali nella costruzione della fiducia. Non solo sul piano reputazionale: l’inclusione si conferma anche una leva di business, con i brand percepiti come più inclusivi che registrano un differenziale positivo nella crescita dei ricavi pari al +20,4% rispetto ai competitor.
Il claim scelto per l’edizione 2026, “Fake/Wake - Wake Up! DEIA gets real”, sintetizza il messaggio emerso dal Summit: in un contesto più esigente e meno indulgente, l’impegno sull’inclusione richiede continuità e concretezza, andando oltre la comunicazione per tradursi in iniziative capaci di incidere realmente sulla relazione tra brand e persone.