La spesa dei consumatori italiani nella distribuzione moderna ha registrato nel 2025 un incremento del +2%, per un valore complessivo di 191 miliardi di euro. Il Largo Consumo ha chiuso a +3% (133 miliardi), mentre il comparto Tech & Durables ha segnato un lieve calo (-1%, 58 miliardi). Sono i dati presentati martedì 10 marzo al NIQ Insight Summit Italy 2026, che ha riunito a Milano oltre 500 professionisti del settore.
Il filo conduttore dell'edizione, intitolata "Beyond Averages. Beyond Now", è stato il superamento delle letture tradizionali del dato, a favore di analisi più granulari capaci di intercettare segnali di cambiamento. Tra i temi affrontati: l'evoluzione dei comportamenti d'acquisto, la crescita dell'e-commerce, il ruolo della marca del distributore e l'integrazione tra dati convenzionali e non convenzionali.
Sul fronte retail, i dati NIQ, raccolti su oltre 80.000 punti vendita, mostrano una fedeltà alle insegne sempre meno scontata e una spesa sempre più frammentata tra canali e retailer. La frequenza di acquisto è cresciuta del 9%, soprattutto tra le famiglie più giovani. Tra i formati distributivi, le performance migliori riguardano Discount (+4%), Superstore (+3,4%) e Specialisti Drug (+3,4%). L'e-commerce nel Largo Consumo ha segnato un +9,1% a valore (2,8 miliardi di euro).
Nel corso dell'evento è stato presentato il Brand Traction Score, un nuovo indicatore che combina la domanda, misurata attraverso le occasioni d'acquisto, con la distribuzione del brand. Secondo NIQ, la correlazione statistica tra vendite e questo indicatore risulta superiore del 30% rispetto a quella con la penetrazione, storicamente uno dei KPI di riferimento.
«Il vantaggio competitivo nasce dalla capacità di ampliare lo sguardo: integrare dati convenzionali e non convenzionali, superare le medie e intercettare segnali capaci di anticipare il cambiamento», ha dichiarato Enzo Frasio, Amministratore Delegato di NIQ in Italia.