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Content Creation

Silvio De Rossi
a cura di Silvio De Rossi

Content Creator e Influencer, collabora con i più importanti Brand del panorama automotive e non solo. Founder di Stylology.it, nel suo passato Televideo Rai e Mediavideo, i veri antenati di internet. E’ stato responsabile editoriale di Blogosfere.it, partecipando al successo del network di blog più grande d’Italia. In seguito è stato direttore responsabile di Leonardo.it. Si occupa di produzioni foto e video con particolare attenzione ai format più adatti ai social network.

25/10/2021

Il lato oscuro di Facebook e Instagram: dietrologia e disagio giovanile

Fanno parte della nostra vita quotidiana. Sono strumenti di svago e per molti anche di lavoro: è tempo di tutelare le persone nell’uso dei social network? Questa la domanda che molti si pongono in questo periodo

Non è un momento facile per il buon Mark Zuckerberg. Tra rovinosi down, inchieste in corso e studi dai risultati non proprio esaltanti per Facebook e Instagram, l’atmosfera che si respira a Menlo Park, a detta di qualche insider, non è per niente serena. A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato il Wall Street Journal, che ha pubblicato una serie di report prodotti da Facebook stesso.

Le ricerche interne effettuate dall’azienda si sarebbero concentrate sulle conseguenze negative, a livello psicologico, che l’uso di Instagram avrebbe sugli adolescenti. Infatti la domanda che in tanti ci stiamo chiedendo da tempo continua a rimbombare senza risposta: i social hanno contribuito in modo positivo e/o negativo alla crescita delle nuove generazioni?

In realtà, i report prodotti da Facebook non sarebbero recenti ma addirittura risalenti a marzo 2020. Ma cosa ci raccontano? Un dato è sicuramente interessante e allarmante allo stesso tempo: circa un terzo delle ragazze in età adolescenziale che non si sentono a proprio agio con il proprio corpo, ritengono Instagram il social in grado di influire negativamente sul loro umore. Non solo: per oltre il 40% degli adolescenti statunitensi e britannici, la percezione di non essere abbastanza attraenti fisicamente si sarebbe sviluppata proprio a causa dell’utilizzo di Instagram.

A tutto questo si aggiunge un altro dato significativo: oltre il 40% dei ragazzi statunitensi indicano Instagram come colpevole della pressione sociale che accusano. Il continuo paragonarsi agli altri in merito all’aspetto fisico, allo status sociale e all’apparente successo personale causerebbero nei teenagers problemi gravi quali depressione, disturbi alimentari e sensazioni di inadeguatezza. Senza contare che l’utilizzo compulsivo e ossessivo di Instagram abbia ormai provocato una vera e propria dipendenza.

L’articolo del Wall Street Journal non poteva lasciare indifferente Facebook, che è intervenuto con un post sul proprio blog ufficiale. Specificando che tali report non furono a loro tempo condivisi in quanto a uso esclusivo dell’azienda. Facebook ha tenuto a sottolineare che le notizie riportare dal quotidiano statunitense sarebbero in realtà parziali.

Premesso questo, da Menlo Park hanno provato a stemperare la faccenda mettendo in rilievo l’interesse di Facebook in merito ai risvolti psicologici che i social network potrebbero avere sugli utenti, in particolare quelli più giovani. Insomma, l’azienda ha precisato di essere a conoscenza di eventuali problematiche psicologiche e di voler intervenire in merito. Ma cosa sta facendo Facebook per tutelare le persone che popolano il suo ecosistema? Di recente si stava realizzando il progetto di una versione Instagram per i più piccoli (che al momento sembra essere naufragato o almeno accantonato) mentre è stata abbandonata piuttosto in fretta anche l’idea di non mostrare il numero di like sotto a ciascuna foto pubblicata su Instagram.

A metterci il carico è stato l’attacco frontale di Frances Haugen, ex Facebook, che ha consegnato ai media e al Congresso USA dei documenti che dimostrano come spesso complottismo e fake news siano alla base dei profitti del social più importante del mondo. “L’odio ha generato profitti. E’ ora di fare qualcosa. Il Governo è intervenuto per il fumo e la droga. Deve farlo anche per i social”. Parole come macigni, che ci dimostrano quanto sia importante iniziare a pensare a un’internet sempre più dedicata al sociale e alla sostenibilità. Perché il posto più democratico deve combattere la deriva negativa che sta montando da qualche anno. E tocca farlo a tutti noi, nel nostro piccolo. E magari anche sul nostro profilo Facebook. Meditate gente.

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