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Content Creation

Silvio De Rossi
a cura di Silvio De Rossi

Content Creator e Influencer, collabora con i più importanti Brand del panorama automotive e non solo. Founder di Stylology.it, nel suo passato Televideo Rai e Mediavideo, i veri antenati di internet. E’ stato responsabile editoriale di Blogosfere.it, partecipando al successo del network di blog più grande d’Italia. In seguito è stato direttore responsabile di Leonardo.it. Si occupa di produzioni foto e video con particolare attenzione ai format più adatti ai social network.

16/03/2026

Strategia vs soldi: sui social non vince chi investe di più

Nel marketing digitale non conta più solo l’investimento pubblicitario. Oggi i brand vincono quando riescono a generare conversazioni sui social

Per molti anni il marketing digitale è stato interpretato come una competizione basata sugli investimenti. Più budget significava più visibilità, più impression e più copertura. Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato profondamente. Oggi la vera differenza non la fanno solo gli investimenti pubblicitari, ma la capacità di generare conversazioni tra le persone.

I social media non sono più semplicemente piattaforme di distribuzione dei contenuti: sono diventati spazi di discussione pubblica. In questo contesto, i brand che funzionano davvero non sono quelli che parlano di più, ma quelli che riescono a entrare nelle conversazioni delle persone.

Secondo il report Digital 2025 Italy di We Are Social e Meltwater, in Italia gli utenti attivi sui social media sono circa 43 milioni, pari a oltre il 73% della popolazione. Ogni giorno gli italiani trascorrono mediamente 1 ora e 48 minuti sui social network, mentre il tempo totale online supera le 6 ore al giorno. Sono numeri che raccontano quanto le piattaforme social siano diventate uno degli spazi centrali della vita digitale. In un contesto così esteso e partecipativo, non basta più essere presenti: bisogna essere rilevanti. 

La nuova metrica del marketing

Per molto tempo il successo sui social è stato misurato attraverso indicatori abbastanza semplici: like, visualizzazioni e follower. Oggi questi parametri esistono ancora, ma raccontano solo una parte della storia. La vera metrica che determina l’impatto di un contenuto è la sua capacità di attivare una conversazione.

Quando le persone commentano, condividono, discutono o reinterpretano un contenuto, quel contenuto smette di essere semplice comunicazione e diventa parte di un dialogo collettivo. In quel momento il brand non sta più soltanto comunicando: sta partecipando a una dinamica culturale.

Il caso Sanremo: la conversazione diventa contenuto

Un esempio molto chiaro di questo fenomeno è quello che accade ogni anno durante il Festival di Sanremo. Il Festival non è più soltanto un evento televisivo. È diventato un enorme spazio di conversazione online. L’edizione più recente ha generato oltre 1,2 miliardi di interazioni sui social, con una crescita di circa il 20% rispetto all’anno precedente, secondo i dati di Human Data.

Già nelle prime tre serate erano state registrate circa 430 milioni di interazioni online, come riportato da Adnkronos, a dimostrazione di come l’evento non venga più soltanto guardato ma anche commentato in tempo reale dalle community digitali. Il dato più interessante non è solo il volume delle interazioni, ma il modo in cui queste nascono. Gran parte delle conversazioni non è generata da campagne pubblicitarie, ma da contenuti spontanei degli utenti: meme, battute, commenti e discussioni online. In altre parole, il valore dell’evento non si costruisce solo sul palco dell’Ariston, ma anche – e sempre di più – nelle timeline dei social.

Creatività contro investimento

Durante eventi ad alta intensità sociale come Sanremo emerge chiaramente una dinamica che riguarda tutto il marketing contemporaneo: non sempre vincono i brand con il budget più alto. Spesso a ottenere maggiore visibilità sono contenuti capaci di intercettare lo spirito del momento. Una battuta azzeccata, un meme costruito nel modo giusto o un contenuto pubblicato nel momento perfetto possono generare migliaia di interazioni anche senza grandi investimenti media. Questo succede perché i social funzionano come amplificatori culturali: le persone condividono spontaneamente ciò che trovano interessante, divertente o rappresentativo del momento che stanno vivendo.

I social come piazza pubblica digitale

In fondo i social media stanno assumendo sempre più il ruolo di una vera e propria piazza pubblica digitale. Le persone non entrano su queste piattaforme solo per informarsi o per vedere contenuti, ma soprattutto per partecipare alle conversazioni. Programmi televisivi, eventi sportivi o fenomeni culturali diventano così occasioni per discutere, commentare e condividere opinioni in tempo reale.

È il fenomeno che negli studi sui media viene definito social TV, cioè la pratica di commentare programmi televisivi sui social mentre li si guarda. In questo scenario, il contenuto televisivo diventa spesso solo il punto di partenza di una discussione molto più ampia che si sviluppa online.

Il vero obiettivo: entrare nella conversazione

Per i brand questo significa cambiare prospettiva. Gli investimenti pubblicitari restano fondamentali, ma non sono più sufficienti da soli. La vera sfida è riuscire a creare contenuti capaci di stimolare una reazione: commenti, discussioni, reinterpretazioni. Perché nell’ecosistema dei social media il successo non si misura solo in impression o copertura. Si misura nel momento in cui le persone iniziano a parlare di quel contenuto tra loro. Ed è proprio lì che un brand smette di essere semplicemente visibile e diventa davvero parte della conversazione. Perché la strategia batte il denaro. Riflettiamoci.

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