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12/01/2024
di Lorenzo Mosciatti

Idntt punta nel triennio ai 50 milioni di euro. «Caso Ferragni? Occasione per la maturazione degli influencer»

La creative content factory, quotata alla Borsa di Milano e sul listino di Francoforte, chiude il 2023 a quota 20 milioni di euro, +100% sul 2022. Parla il fondatore e Ceo Christian Traviglia

Christian Traviglia, Presidente e Ceo di Idntt

Christian Traviglia, Presidente e Ceo di Idntt

Idntt, la creative content factory quotata alla Borsa di Milano e sul listino di Francoforte, ha chiuso il 2023 con un’importante crescita del business e guarda con fiducia anche al futuro. “Il 2023 è stato un anno importante che porterà i nostri ricavi a circa 20 milioni di euro (qui i numeri dle primo semestre, ndr), facendo registrare una crescita di quasi il 100% rispetto il 2022”, ha detto Christian Traviglia, fondatore e Ceo di Idntt, in un’intervista a Libero Quotidiano

La società, protagonista negli scorsi anni di alcune operazioni di mercato, ovvero l’acquisizione nel novembre del 2022 della maggioranza della talent agency italiana In-Sane, attiva nell’influencer marketing, e del 20% di Aldo Biasi Comunicazione, una delle storiche agenzie pubblicitarie italiane, punta nei prossimi tre anni “a diventare una delle prime creative content factory europee, con un obiettivo di fatturato intorno ai 50 milioni di euro”, ha detto sempre il manager. 

Analizzando il caso Ferragni, e rispondendo a chi prospetta per il mercato dell’influencer marketing tempi difficili alla luce delle vicissitudini che la moglie di Fedez sta affrontando, Traviglia sottolinea come “gli scandali di influencer che fanno azioni magari non corrette o che hanno compiuto anche dei reati ovviamente fanno notizia, popolano le cronache dei giornali, ma poi dopo un po' si torna alla normalità. Ritengo che tutte queste situazioni che si vanno a creare aiutano anche a evolvere poi il mercato degli influencer che oggi non è regolamentato, oggi non è presidiato ma è demandato alla buona volontà, a quella caratteristica che un po' richiama il codice civile italiano del buon professionista. Ecco, non è detto che tutti siano dei buoni professionisti. Sicuramente un po' più di attenzione serve".


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Quali interventi dunque potrebbero essere utili?  "Anche l'ultimo scandalo Ferragni, se è stato fatto quel tipo d'azione, è comunque già normato come reato, il codice civile già dice ciò che è giusto o sbagliato. Io ritengo che si debba dotare il settore di un codice etico che possa in qualche modo aiutare anche questi ‘nuovi talenti’ a entrare in questo settore in modo un po' più consapevole e non prendendo tutto sempre come un gioco. Quasi tutti sono partiti come fosse un gioco e poi questo gioco è diventato un lavoro. E quando diventa un lavoro, rispettare le leggi e aderire e rispettare un'etica secondo me è fondamentale".

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