Google non sarà costretta a vendere AdX, la sua piattaforma di advertising exchange. La giudice federale Leonie Brinkema ha respinto la richiesta avanzata dal Dipartimento di Giustizia statunitense nell'ambito del procedimento antitrust che riguarda le attività ad tech del gruppo, scegliendo invece di imporre rimedi di natura comportamentale.
La decisione arriva dopo che, nell'aprile 2025, la stessa Brinkema aveva stabilito che Google aveva mantenuto illegalmente posizioni di monopolio nei mercati degli ad server per gli editori e degli ad exchange per la pubblicità display sull'open web. Successivamente, il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto la cessione della piattaforma pubblicitaria di Google.
Secondo quanto riportano Reuters e Wall Street Journal, la giudice ha ora ritenuto non necessaria una misura così radicale, accogliendo invece parte dei rimedi comportamentali proposti nel procedimento. Il Dipartimento di Giustizia sosteneva che la vendita dell'ad exchange fosse necessaria per ripristinare condizioni di maggiore concorrenza nel mercato.
Google si era opposta alla richiesta, sostenendo che una separazione di AdX sarebbe stata tecnicamente complessa e avrebbe comportato una lunga transizione con possibili conseguenze per i clienti. La società aveva invece proposto una serie di interventi per rendere più semplice agli editori l'utilizzo di Google Ad Manager insieme a tecnologie ad tech concorrenti.