Corrado Massaro, Managing Director di Channel Factory
L'esplosione dei contenuti generati dall'AI sta cambiando il panorama digitale, rendendo sempre più difficile per i brand evitare ambienti di bassa qualità. Per rispondere a questa sfida, Channel Factory lancia AI Slop Detection, una tecnologia che distingue i contenuti utili e di qualità da quelli creati esclusivamente per la monetizzazione.
Il lancio risponde a quella che l’azienda globale di contextual advertising che ottimizza le performance attraverso i walled garden definisce “una crisi di qualità, non un problema di sicurezza”. L’AI generativa ha eliminato le barriere alla produzione di contenuti su larga scala: il 21% del feed social di un utente medio è ora composto da contenuti “AI Slop”, il 33% da video “Brain Rot”. L’analisi AI Slop Report: The Global Rise of Low-Quality AI Videos di Kapwing ha identificato 278 video “AI Slop” che hanno accumulato oltre 63 miliardi di visualizzazioni. “Ne consegue che l’offerta di inventory di bassa qualità non sia più un problema marginale e che sia strutturalmente integrata nelle piattaforme in cui i brand investono il proprio budget pubblicitario", spiega la società.
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Se la maggior parte delle tecnologie di rilevamento fornisce una risposta netta (“sì o no”, per indicare se è generato dall’AI o meno), il sistema di Channel Factory opera su uno spettro di contenuti a cinque livelli, che va dall’AI Slop certificato fino ai contenuti interamente creati dall’uomo con, nel mezzo, molteplici livelli di produzione assistita dall’AI. In questo modo, i buyer hanno la possibilità di sapere in quale livello rientra il loro inventario, il che garantisce un controllo effettivo su dove stabilire il proprio limite.
La classificazione avviene prima dell’asta, a livello di canale, video e creatività, in oltre 50 lingue, utilizzando un sistema di rilevamento multimodale (analisi di immagini, audio e parole chiave) che opera automaticamente su larga scala. I brand possono impostare criteri di idoneità che riflettono la propria soglia di rischio e gli obiettivi della campagna, anziché ricorrere a un’esclusione standardizzata. Il modello si basa su un programma di controllo umano: un processo di verifica strutturato che addestra e calibra il sistema di rilevamento su un ampio set di dati composto da canali e contenuti revisionati manualmente.
Il sistema di classificazione di Channel Factory valuta i contenuti in base a quattro fattori: significato contestuale e tono; indicatori di qualità dei contenuti; allineamento con i valori del brand e gli obiettivi della campagna; sfumature relative al mercato, alla categoria e alla dimensione culturale, tenendo conto del fatto che l’idoneità non può essere uno standard generalizzato.
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Corrado Massaro, Managing Director di Channel Factory Italy, ribadisce che “la questione non è mai stata ‘è un contenuto generato dall'AI o creato dall'uomo?’, ma piuttosto ‘è un contenuto utile al pubblico o è stato progettato per aumentare il fatturato delle piattaforme?’. Il nostro sistema di classificazione a cinque livelli offre ai brand la precisione necessaria per proteggere i propri investimenti senza rinunciare ad ambienti AI di qualità”.
Il servizio AI Slop Detection è integrato nella piattaforma AI proprietaria di Channel Factory, che può classificare i contenuti su YouTube, Meta, TikTok, Reddit, Snapchat e CTV.