Dossier Warner Bros.: Paramount fa causa, Netflix studia il rilancio
Il braccio di ferro per WBD si sposta in tribunale mentre il colosso dello streaming valuta un’offerta interamente cash per blindare l’operazione
La battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery si intensifica e finisce in tribunale. Paramount Skydance ha infatti avviato una causa contro il gruppo guidato da David Zaslav, accusandolo di non aver garantito un processo di vendita trasparente e di non aver fornito informazioni adeguate sull’accordo siglato con Netflix.
Al centro del contenzioso ci sono soprattutto le modalità e le implicazioni finanziarie dello spin-off di Global Networks – la divisione che raccoglie asset come CNN, TNT Sports e gli altri canali via cavo – che nell’operazione con Netflix verrebbe separata da Studios e Streaming e quotata in una società autonoma. Paramount contesta in particolare la mancanza di trasparenza sul valore attribuito a questa nuova entità e sul meccanismo con cui una parte rilevante del debito di Warner Bros. Discovery verrebbe trasferita da Global Networks al perimetro di HBO, Warner Bros. Pictures e dello streaming, riducendo di fatto il corrispettivo economico complessivo destinato agli azionisti.
Proprio la mancata risposta alle richieste formali di chiarimento avrebbe spinto Paramount a rivolgersi al tribunale del Delaware. Parallelamente, il gruppo ha annunciato l’intenzione di presentare una propria lista di candidati per il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery in vista della prossima assemblea annuale, una mossa che mira a influenzare direttamente la governance della società.
Dal canto suo, il board di Warner Bros. Discovery continua a sostenere l’accordo con Netflix. Negli scorsi giorni, il consiglio di amministrazione ha ribadito agli azionisti che la proposta Paramount è “inadeguata” e caratterizzata da elevati rischi finanziari e operativi, anche per via della struttura fortemente indebitata e dei costi – stimati in circa 4,7 miliardi di dollari – che deriverebbero dalla risoluzione dell’intesa già firmata con Netflix.
Proprio Netflix, in questo scenario, starebbe preparando una nuova mossa. Secondo indiscrezioni rilanciate dal Sole 24 Ore, il gruppo guidato da Ted Sarandos e Greg Peters starebbe valutando di rivedere i termini dell’accordo per trasformarlo in un’offerta interamente in contanti. L’intesa siglata a inizio dicembre valorizzava gli asset Studios e Streaming di Warner Bros. Discovery 27,75 dollari per azione, per un enterprise value di circa 82,7 miliardi di dollari, includendo una componente in azioni Netflix pari a 4,50 dollari. Il passaggio al “tutto cash” avrebbe l’obiettivo di ridurre la complessità dell’operazione, limitarne i rischi esecutivi e rafforzarne l’appeal per gli azionisti.
Ma la partita, tra tribunali, offerte e giochi di governance, appare ancora completamente aperta.