Il CdA di Warner Bros. Discovery ha respinto, ancora una volta, l'offerta ostile da 108 miliardi di dollari presentata da Paramount, definendola “inadeguata” e caratterizzata da rischi finanziari e operativi rilevanti. In una lettera indirizzata agli azionisti, il consiglio di amministrazione del gruppo ha ribadito che la proposta di Netflix resta “chiaramente superiore” in termini di valore e certezza dell’operazione.
Nella lettera agli azionisti, Warner Bros. Discovery ha evidenziato come “la struttura aggressiva della transazione” proposta da Paramount esporrebbe la società a “rischi materiali”, soprattutto sul fronte dell’indebitamento. La revisione dell’offerta, presentata il 22 dicembre, prevedeva un prezzo di 30 dollari per azione e un impegno personale di David Ellison a garantire fino a 40,4 miliardi di dollari di equity financing.
Secondo Warner Bros. Discovery, la dimensione e la complessità dei finanziamenti necessari aumenterebbero significativamente il rischio di fallimento, soprattutto se confrontate con “la maggiore certezza e solidità” dell’accordo già siglato con Netflix. Il gruppo ha inoltre contestato le limitazioni operative previste dalla proposta di Paramount, che avrebbero potuto condizionare la gestione aziendale nei mesi precedenti al closing.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento economico: l’eventuale passaggio a Paramount comporterebbe un costo diretto di circa 4,7 miliardi di dollari per la risoluzione dell’accordo con Netflix, tra penali e spese accessorie.
Netflix ha accolto con favore la posizione assunta dal board di Warner Bros. Discovery. “Il consiglio di amministrazione continua a raccomandare l’intesa con Netflix, riconoscendo che è superiore e che offrirà agli azionisti, ai consumatori e ai creatori di contenuti il maggior valore”, hanno dichiarato
Ted Sarandos e
Greg Peters, co-amministratori delegati del gruppo.