Gestire la complessità di una presenza digitale multimercato mantenendo al centro l'identità del brand e le performance di vendita è la sfida affrontata da T2ó per Icebreaker, marchio d'abbigliamento outdoor focalizzato sulle fibre naturali. Protagonisti di un workshop a Intersections 2026, i manager dell'agenzia hanno raccontato allo stand di Engage come l'integrazione tra intelligenza artificiale e competenze umane abbia guidato una crescita del 56% della domanda ecommerce dai canali paid del brand in soli quattro mesi.
Per Cristina Ughes, l'elemento fondante del successo risiede nella profonda sinergia strategica costruita con l'azienda partner: «La prima cosa che ha fatto la differenza è stata creare una vera partnership, condividendo obiettivi e valori del brand. Abbiamo ribilanciato gli investimenti tra Paesi già solidi ed emergenti, diversificando i canali e le creatività.» Una gestione che ha coinvolto 13 Paesi, 9 lingue e 18 account, resa sostenibile solo grazie alla tecnologia: «Laddove si debbano gestire così tante campagne ed effettuare analisi complesse, l’AI è imbattibile. Dopodiché l’AI non decide: il lavoro degli specialisti nel leggere i dati e valutare le azioni correttive resta indispensabile. Il fattore umano è fondamentale.»
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Sul fronte creativo, la tecnologia ha permesso di ottimizzare l'ingaggio visivo dei contenuti, come evidenzia Alessandro Scartezzini: «Siamo riusciti a spostare il KPI dal semplice click all'attenzione. Utilizzando l'AI abbiamo predetto dove si concentrava lo sguardo del pubblico e rielaborato i video nel rispetto del brand book, registrando un +48% di spettatori che hanno guardato i contenuti fino alla fine.»
Un approccio sostenuto da tool sviluppati direttamente in-house dall'agenzia: «Avere uno sviluppo interno ci permette di creare strumenti che calzano al 100% sulle nostre esigenze e su quelle dei clienti, portando un valore che ora condividiamo con tutte le sedi del nostro gruppo nel mondo.»
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