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27/10/2025
di Andrea Di Domenico

Radio, la pubblicità cresce dell’1,4% tra gennaio e settembre

Secondo FCP-Assoradio, il singolo mese di settembre segna -3,7% rispetto allo stesso mese del 2024. In arrivo una ricerca in collaborazione con il Polimi

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Frena leggermente la corsa della pubblicità sulle radio italiane. A settembre, secondo gli ultimi rilevati nell’ambito dell’Osservatorio Fcp-Assoradio, coordinato dalla società Reply, le emittenti italiane hanno registrato una contrazione della raccolta pari al -3,7% rispetto all’anno precedente. Nell’arco del periodo gennaio-settembre, il confronto con l’anno precedente si mantiene comunque in positivo, con una differenza del +1,4%.


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I principali comparti merceologici, precisa l’Osservatorio, continuano a contribuire positivamente al progressivo: l'Automotive si mantiene stabile al primo posto, seguita poi da Alimentari, Finanza e Tempo Libero.

«Come Fcp-Assoradio, stiamo lavorando intensamente alla identificazione di strumenti che favoriscano la valutazione dell’efficacia del media nei diversi contesti di fruizione», dichiara la Presidente Fcp- Assoradio Monica Gallerini. «A tal proposito - continua - siamo entusiasti di annunciare che il 26 novembre alle ore 10:00 condivideremo tramite webinar una case di successo straordinaria, organizzata in collaborazione con Il dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e la creatività dell'agenzia ICS: mostreremo empiricamente come la radio possa compiere veri e propri ‘miracoli’ nel costruire awareness, generare drive to store e dare voce a brand completamente nuovi. È la dimostrazione che la radio, ancora una volta, sa sorprendere e connettere come nessun altro mezzo».

Sempre con il Politecnico di Milano, Fcp-Assoradio presenterà anche un progetto di psicoacustica che, dice Gallerini, «segna un passo avanti importante nel mondo della comunicazione audio».

Tramite «la produzione di dati scientifici», spiega Gallerini «dimostreremo ciò' che da sempre intuitivamente sapevamo e cioè che la qualità degli spot fa davvero la differenza! Gli spot con punteggi qualitativi più elevati generano fino a +6,3 punti percentuali di ricordo in più rispetto alla media. Un risultato che conferma quanto investire in creatività e qualità sonora significhi potenziare in modo concreto l’efficacia delle campagne».

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