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10/03/2026
di Andrea Di Domenico

Le nuove frontiere del programmatic secondo Chatwin e Soundwave: «Qualità e trasparenza sempre più decisive»

Enrico Quaroni e Michela Pascale analizzano l’evoluzione del mercato ad tech, tra AI, curation e qualità dei dati. « La tecnologia vera si riconosce nel medio-lungo periodo ed è destinata a rimanere»

Con l’avvicinarsi del Programmatic Day (26 marzo, Teatro Nazionale, Milano) il mercato torna a interrogarsi sulle principali evoluzioni del programmatic advertising. Tra i temi più discussi figurano l’intelligenza artificiale, la curation dell’inventory e l’integrazione dei dati lungo tutto il funnel. Argomenti al centro anche della videointervista realizzata da Engage negli uffici milanesi della redazione con Enrico Quaroni, Ceo e Founder di Chatwin, e Michela Pascale, Country Lead di Soundwave Digital.

Chatwin è una società di consulenza e sviluppo internazionale che affianca startup e aziende tecnologiche nel percorso di crescita ed espansione nei mercati globali. Ciò la rende un osservatorio privilegiato su un settore in continua evoluzione.

Tra le tendenze più rilevanti del momento, Quaroni indica innanzitutto la curation, ossia la selezione e organizzazione dell’inventory pubblicitaria che consente di offrire agli inserzionisti spazi più qualitativi, trasparenti e mirati. «Oggi si parla moltissimo di curation ed è un tema che sta crescendo sempre di più», spiega. «Negli Stati Uniti esistono da anni soluzioni PMP curate, mentre in Italia stanno arrivando adesso i primi veri operatori».

Un altro driver di sviluppo riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nell’analisi dei dati, sempre più centrale anche lato supply. «Dal demand side, dove il machine learning è stato utilizzato per anni per l’ottimizzazione delle campagne, si sta passando anche al lato supply, che è un mondo altrettanto interessante», osserva Quaroni.

Tra i più recenti ingressi nel portafoglio adtech di Chatwin c’è Soundwave Digital, società americana specializzata in media intelligence e attivazione programmatic avanzata, che consente di attivare campagne multicanale - dal display al video fino al digital out of home e all’audio - con accesso a inventory premium e ambienti brand-safe. 

Nel dettaglio, come spiega Michela Pascale, l’approccio di Soundwave si basa su una logica audience-first. «Oggi l’ecosistema del programmatic lavora ancora molto su silos frammentati», afferma. «Noi lavoriamo sulla continuità del dato: quello che definiamo in fase di analisi è esattamente ciò che attiviamo e misuriamo».

Il cuore della piattaforma è Amplify, un intelligence engine proprietario che combina AI-driven targeting e sistemi di identity resolution multi-ID, integrando dati di prima parte, terza parte e asset proprietari. Tra gli elementi distintivi ci sono la flessibilità, grazie a un approccio DSP-agnostic, e una dashboard di reporting che consente di analizzare le performance delle campagne in modo qualitativo.

Guardando al futuro, secondo i due manager il programmatic sta entrando in una fase nuova, dove qualità e trasparenza diventeranno sempre più decisive. «La tecnologia vera si riconosce nel medio-lungo periodo ed è destinata a rimanere», conclude Quaroni.

Per approfondire, guarda la videointervista completa a Quaroni e Pascale.

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