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19/10/2021
di Lorenzo Mosciatti

L’ecommerce consumer torna ai ritmi pre-pandemia: giro d’affari di 39,4 miliardi di euro in aumento del 21%

Gli acquisti di prodotto continuano ad aumentare anche se con un tasso più contenuto rispetto allo scorso anno (+18%), mentre il settore registra la ripresa dei servizi (+36%). I dati dell’Osservatorio eCommerce B2c

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In Italia l’ecommerce b2c torna a crescere con un ritmo simile a quello pre-pandemia. Da un lato gli acquisti di prodotto continuano ad aumentare, sebbene con un tasso più contenuto (+18%) rispetto a quello dello scorso anno (+45%), e toccano i 30,5 miliardi di euro. Dall’altro gli acquisti di servizio, dopo la forte crisi del 2020, segnano una ripresa (+36%) e raggiungono gli 8,9 miliardi di euro. Rimane però ancora significativo il divario rispetto al 2019 quando il comparto valeva 13,5 miliardi. Nel 2021 gli acquisti online in Italia valgono così complessivamente 39,4 miliardi di euro, in aumento del 21% rispetto al 2020.

Sono queste le principali evidenze dell’Osservatorio eCommerce B2c, giunto alla ventunesima edizione, i cui dati sono stati presentati durante il convegno promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm intitolato “Ecommerce B2c: il futuro del Retail ha inizio qui”.


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“Anche in relazione all’emergenza sanitaria, l’ecommerce gioca un ruolo sempre più importante nella definizione del piano di sviluppo del retail, nel nostro paese e nel resto del mondo” ha spiegato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. “In Italia l’ecommerce b2c rappresentava, già prima del lockdown, uno dei principali motori di crescita e di innovazione del retail. In seguito alle restrizioni dovute alla pandemia vi è stato però uno straordinario salto evolutivo a favore del digitale che ha coinvolto anche il mondo del commercio. Non sono solo cambiati i comportamenti di acquisto, ma è maturata anche la consapevolezza dei retailer sulla imprescindibilità di progettare un percorso di vendita e di relazione fondato sull’integrazione e sulla collaborazione tra canali fisico e online”.

“La pandemia ha trasformato i comportamenti, il mindset e le preferenze dei consumatori nei confronti degli acquisti online, generando cambiamenti che sono destinati a radicarsi e permanere”, ha poi detto Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Se pensiamo che prima dell’emergenza sanitaria il 70% dei rivenditori e grossisti non fosse organizzato per le vendite online, mentre nel 2020 l’ecommerce a livello europeo ha raggiunto il valore di 757 miliardi di euro, con una crescita del 10 rispetto al 2019, si comprende quanto l’emergenza sanitaria abbia segnato una vera e propria esplosione del commercio online, mettendo in luce l’importanza della trasformazione digitale che ha stimolato produttori, retailer e l’intero settore del commercio al dettaglio ad aprire nuovi canali di vendita online per adottare nuove soluzioni di commercio omnicanale”. 

Il mercato italiano

“Nel 2021 gli acquisti online valgono dunque 39,4 miliardi di euro, +21% rispetto al 2020”, ha annunciato Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c. “Da un lato gli acquisti di prodotto continuano a crescere, sebbene con un ritmo più contenuto (+18%) rispetto a quello dello scorso anno (+45%), e toccano i 30,5 miliardi di euro. Dall’altro lato gli acquisti di servizio, dopo la forte crisi del 2020 (-52%), fanno segnare una ripresa (+36%) e raggiungono gli 8,9 miliardi. Il trend di questa componente, seppur positivo, non compensa le perdite generate per via dell’emergenza sanitaria: risulta ancora significativo il divario rispetto ai valori pre-pandemia (nel 2019 gli acquisti online di servizio valevano 13,5 miliardi di euro)”.

“Oggi l’eommerce viene scelto in modo consapevole per gli acquisti quotidiani da un numero crescente di italiani”, ha continuato Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c. “Nel 2021 l’incidenza dell’ecommerce b2c sul totale vendite retail, indice della maturità online, raggiunge il 10% (era il 9% nel 2020). Nella sola componente di prodotto la penetrazione passa dal 9% nel 2020 al 10% nel 2021, con un incremento più contenuto rispetto a quello osservato tra 2019 e 2020 (3 punti percentuali in più). Nel 2021 aumenta anche l’incidenza della componente servizio che passa dal 10% all’11%”. 

L’ecommerce b2c e le dinamiche innescate dal Covid-19

Per stimare quale sarebbe stato il valore degli acquisti online in assenza dell’emergenza sanitaria, è stato calcolato e applicato per il 2020 e 2021 il tasso di crescita medio annuale nel periodo 2016-2019, sia per la componente di prodotto (+23%) sia per quella di servizio (+8%). Il valore degli acquisti ecommerce B2c, così ottenuto, è pari a 36,6 miliardi di euro nel 2020 (rispetto ai 32,5 miliardi effettivamente registrati) e di 42,9 miliardi di euro nel 2021 (rispetto ai 39,4 miliardi registrati). Senza l’emergenza sanitaria, probabilmente il mercato online avrebbe chiuso il 2021 con 3,5 miliardi di euro in più, senza il drastico calo del settore Turismo e Trasporti, fortemente penalizzato dalle severe limitazioni alla mobilità (come la chiusura delle frontiere). Il Covid-19, dunque, contrariamente a quanto si possa pensare, ha frenato la crescita generale del mercato ecommerce, con diverse eccezioni nei comparti merceologici di prodotto, come il Food&Grocery, che hanno ottenuto al contrario una forte accelerazione.

L’ecommerce b2c e l’integrazione con il canale fisico

Rispetto al passato non solo le grandi realtà, ma anche le medio-piccole imprese italiane si sono avvicinate all’ecommerce e ne hanno compreso le potenzialità. In molti casi, però, l’approccio alla multicanalità è stato piuttosto elementare, fondato su modalità di interazione online e su modelli di acquisizione dell’ordine attraverso piattaforme social e/o di instant messaging, quindi non propriamente ecommerce. Diversi sono poi gli esercenti che hanno valutato e approfondito modalità di vendita online intermediate, ad esempio aprendo una vetrina sui marketplace.

“Oggi l’ecommerce è portatore di nuovi equilibri e di nuove modalità di interazione e di vendita che si stanno propagando a tutto il commercio, anche fisico. Ne sono chiari esempi lo sviluppo dei pagamenti digitali e biometrici, il marketing one to one, la personalizzazione del prodotto, il cross e up selling mirato e la possibilità di disaccoppiare il momento della vendita a quello del possesso”, ha concluso Valentina Pontiggia. “Per il nostro paese si tratta di un segnale importante: l’ecommerce sta raggiungendo un livello di diffusione tale da far presagire un processo continuo, anche se graduale, di integrazione tra offline e online”.

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