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Content Creation

Silvio De Rossi
a cura di Silvio De Rossi

Content Creator e Influencer, collabora con i più importanti Brand del panorama automotive e non solo. Founder di Stylology.it, nel suo passato Televideo Rai e Mediavideo, i veri antenati di internet. E’ stato responsabile editoriale di Blogosfere.it, partecipando al successo del network di blog più grande d’Italia. In seguito è stato direttore responsabile di Leonardo.it. Si occupa di produzioni foto e video con particolare attenzione ai format più adatti ai social network.

06/09/2023

Il conflitto tra forma e sostanza nell'era di TikTok

Le piattaforme come Instagram e TikTok hanno ridefinito il concetto di comunicazione: al momento la forma è molto più importante della sostanza. Questa tendenza sta portando ad un appiattimento dei contenuti. Proviamo a trovare una soluzione partendo da Aristotele

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Tornati dalle ferie vogliamo parlare un po’ di Aristotele? Non ho preso troppo sole, lo giuro, voglio solo cercare di approfondire il significato di “forma” e “sostanza”. Tra qualche riga capirai il perché.

Nella sostanza (unione di materia e forma) Aristotele distingue la materia e la forma, la prima non determinata in atto ma solo in potenza, la seconda "ciò che essendo qualcosa di determinato si può separare col pensiero". La forma è perciò quella che ci fa concepire le differenze degli esseri. 

Se Aristotele avesse avuto i social

Nell'era digitale, piattaforme come Instagram e TikTok hanno ridefinito il concetto di comunicazione, di interazione sociale e di conseguenza (purtroppo) stanno dando grande importanza alla forma, segregando nel dimenticatoio del “poco ingaggiante” la sostanza.

Ora mi/ti faccio una domanda: è più importante la forma della sostanza sui social?

L'immagine, anche se distorta e modificata, sembra spesso dominare sulle idee, riflessioni e cultura. Questo fenomeno è stato oggetto di analisi e dibattiti negli ultimi anni.

L'Impero (dell'immagine) colpisce ancora

Nel 2022, uno studio ha rivelato che il 73% dei giovani tra i 18 ei 24 anni considera le piattaforme di social media come principale fonte di informazioni e intrattenimento. Pochi hanno voglia di leggere, pochissimi ascoltano l’audio (come si sposa il boom dei podcast con questa tendenza?), quasi tutti guardano e saltano da un Reel all’altro in modo compulsivo.

La corsa all'attenzione

La competizione per l'attenzione su queste piattaforme è diventata sempre più intensa. Nel 2023 TikTok ha sfiorato i 2 miliardi di iscritti, mentre Instagram insegue con poco più di 1 miliardo. I contenuti che hanno maggiore appeal raramente sono lunghi, prolissi e approfonditi. Ci si sofferma sul nuovo filtro, sulla challenge del momento, su una immagine attraente.

Questo ha creato un circolo vizioso dove le persone cercano di adeguarsi a standard irreali di bellezza e perfezione. Le immagini con tonalità e colori accattivanti hanno il 40% in più di probabilità di ricevere interazioni rispetto a quelle più genuine ma meno patinate. Photoshop is King, non a caso tanti fotografi vendono i propri preset per rendere le foto più “belle”.

Istantanea come una Polaroid

Poi c’è l’importanza dell’esserci, adesso, subito. Ma tutto in modo effimero: entrambe le piattaforme promuovono una cultura dell'istante, in cui il contenuto viene consumato rapidamente e dimenticato altrettanto velocemente.

Questo approccio favorisce contenuti brevi, immediati e visivamente accattivanti, spesso a discapito di riflessioni più profonde o analisi culturali. Nel 2023, il tempo medio speso su Instagram e TikTok è stato calcolato rispettivamente in 27 e 20 minuti al giorno, evidenziando la brevità dell'interazione media.

Secondo i neuroscienziati, il nostro cervello è altamente sensibile alle informazioni visive. L'uso di immagini e video stimolanti attira l'attenzione del nostro cervello veloce, che è responsabile di gran parte dei nostri processi decisionali. L'uso di tecniche come il montaggio a taglio netto (jump cut, ndr), adottato dagli youtuber e adesso da tantissimi content creator, crea un senso di tensione e attiva l'attenzione dello spettatore.

Poi ci sono i numeri e la popolarità. Siamo indotti a riprodurre contenuti con lo stesso stile di quelli di maggior successo. Gli utenti sono spinti a creare contenuti che si adattino alle specifiche di ogni piattaforma, generando così la tendenza all’appiattimento. Se emergi dalla massa probabilmente resterai solo.

Postilla importante: rischiare può anche portare al successo. Altrimenti non ci sarebbero personaggi come (tra gli altri) Chiara Ferragni, Elisa Maino e Khaby Lame. Questo articolo è una riflessione critica, ma non distruttiva. Analizzo per portare argomenti da sviluppare e trovare nuove strade da percorrere. Il senso di questo mio blog (che mi riporta un po’ a scrivere come facevo 15 anni fa) è proprio questo: essere stimolante e costruttivo. Ci tengo a precisarlo.

Il richiamo dell'autenticità

Nonostante la prevalenza dell'immagine, c'è una crescente consapevolezza dell'importanza dell'autenticità. Nel 2022, il movimento della "body positivity" ha guadagnato slancio, promuovendo l'accettazione di sé stessi e la valorizzazione delle imperfezioni. Allo stesso modo, su TikTok sono emersi contenuti che affrontano temi sociali e culturali in modo più diretto, dimostrando che la sostanza può ancora trovare un pubblico.

La sfida dell'equilibrio

Instagram e TikTok non sono solo veicoli per l'immagine, ma anche spazi di espressione personale e creativa. La sfida risiede nell'equilibrare l'aspetto visivo con contenuti di valore, offrendo spazi per l'arte, la cultura e il pensiero critico. Nel 2023, le piattaforme hanno iniziato ad introdurre funzionalità per promuovere contenuti educativi e approfonditi, dimostrando una consapevolezza crescente della necessità di bilanciare forma e sostanza.

Lo fanno per lavarsene le mani e dimostrare interesse verso dei “valori” che a loro non porteranno mai un vero guadagno? Preferisco non rispondere e sfruttare il tempo guadagnato per portare qualcosa di utile e costruttivo su TikTok e Instagram. Più contenuti interessanti saranno presenti sui social, più avremo la possibilità di piegare l’algoritmo al nostro volere.

Tentar non nuoce. Secondo me lo diceva anche Aristotele.