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Content Creation

Silvio De Rossi
a cura di Silvio De Rossi

Content Creator e Influencer, collabora con i più importanti Brand del panorama automotive e non solo. Founder di Stylology.it, nel suo passato Televideo Rai e Mediavideo, i veri antenati di internet. E’ stato responsabile editoriale di Blogosfere.it, partecipando al successo del network di blog più grande d’Italia. In seguito è stato direttore responsabile di Leonardo.it. Si occupa di produzioni foto e video con particolare attenzione ai format più adatti ai social network.

11/01/2023

I Social sono morti? Lunga vita ai Social

L’inizio del 2023 è caratterizzato da una convinzione: i Social network sono morti. Si tratta di una affermazione molto forte, che va analizzata con cognizione di causa. Perché “nulla si crea, nulla si distrugge”

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I social network sono morti. È da un paio di settimane che continuo a leggere titoli come questo e articoli (condivisi, udite udite, proprio sui social che stanno morendo) dove si parla della “fine di un’era”. Giornalisticamente la notizia è succosa, ma dal punto di vista prettamente linguistico scrivere “social” e “morti” nel titolo regala un’interpretazione decisamente sbagliata. Proviamo a spiegare.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Non l’ho detto io, ma Antoine Laurent de Lavoisier, considerato il padre della chimica moderna.

L’argomento in questione è decisamente più effimero, ma questa celebre frase spiega perfettamente quanto stia avvenendo. Molti di noi hanno vissuto gli anni d’oro di Friendfeed (qualcuno adesso starà sorridendo e annuendo), aperto il primo diario online grazie a Blogospot e assistito al declino di MySpace. 

Nel corso degli anni le abitudini degli utenti del web sono cambiate radicalmente: i social da un lato hanno contribuito a questo cambiamento epocale e dall’altra hanno saputo adeguarsi a mode e tendenze, anche passeggere.

Quindi credo sia sensato dire che: i social network, come mezzo per creare connessione tra le persone e avvicinarle, non esistono più. Non sono morti, sono semplicemente cambiati. Il fine ultimo, attualmente, è concentrato quasi del tutto nella creazione di contenuti da proporre agli utenti: i social network sono diventati piattaforme di intrattenimento votate alla monetizzazione. Tanto entertainment e poca socializzazione.

Provocazione: social is the new TV? Circa il 42% dei giovani delle Generazioni Zeta e Alpha (indagine Skuola.net, ndr) fanno a meno dei broadcaster tradizionali, sostituendoli con l’offerta on demand (dove possono scegliere cosa vedere e quando vederlo). I giovani non guardano più la televisione, ma guardano lo smartphone. Do you know “Black Mirror”? (Se non sapete di cosa sto parlando cercate su Netflix…)

Tale trasformazione è avvenuta gradualmente. Tutto è cominciato con Facebook: le inserzioni, le promozioni a pagamento, gli insight, il mutamento radicale dei contenuti che sono mostrati con priorità sulla timeline degli utenti. Poi è arrivato il turno di Instagram. Ma a cambiare la storia è stato TikTok. Alzi la mano chi lo avrebbe mai detto quando sentiva parlare di musical.ly.

TikTok è un social network, che non ha mai avuto le sembianze di un social network. La piattaforma cinese (forse non è un caso che sia cinese…) punta solo sull’intrattenimento, sulla fruizione di contenuti da offrire agli utenti. Inizi a scrollare il feed di TikTok e spegni il cervello. Non interagisci con nessuno, ma dopo venti minuti sei ancora lì a guardare. La crescita esponenziale di TikTok ha influenzato Facebook e Instagram, che sono corsi ai ripari con i Reel.

La vera rivoluzione di TikTok è stata la sezione “Per te”, nella quale agli utenti non vengono suggerite nuove persone da seguire ma nuovi contenuti da visualizzare. Su TikTok puoi fare milioni di views senza avere un solo follower. È il Social più democratico di sempre, sembra quasi assurdo che sia cinese. La stessa dinamica risulta impensabile su Instagram.

Il futuro dei social network sembra dunque tracciato: non più piattaforme per avvicinare gli utenti l’uno all’altro ma spazi che consigliano contenuti. Conta solo che ti piacciano. L’algoritmo è e sarà il nostro unico amico. Nel frattempo sta mutando anche l’influencer marketing. Quindi tremate cari influencer, il reload è cominciato. Ma questa è un’altra storia, che avremo modo di raccontare prossimamente.

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