• Programmatic
  • Engage conference
  • Engage Play
25/06/2021
di Caterina Varpi

Claudio Nobili è il nuovo direttore creativo di Cheil Italia

Claudio Nobili

Claudio Nobili

Cheil Italia, che recentemente ha annunciato cambiamenti nella struttura organizzativa, nominando Daniele Falzone Managing Director, comunica l'arrivo in agenzia di Claudio Nobili in qualità di Direttore Creativo.

“Siamo davvero felici che Claudio sia entrato a fare parte del nostro team perché crediamo possa promuovere un approccio al di fuori dei canoni tradizionali per ampliare il pensiero creativo all’interno dell’agenzia” dichiara Falzone.


Leggi anche: CHEIL ITALIA, DANIELE FALZONE È IL NUOVO MANAGING DIRECTOR


La carriera di Claudio Nobili

Dopo il diploma di liceo classico e la laurea conseguita in Relazioni Pubbliche e Pubblicità alla IULM, Claudio Nobili inizia il suo percorso di carriera, molto diversificato. Ha infatti esperito personalmente tutti i ruoli principali di un'agenzia di comunicazione: art director, copywriter, strategist, account, project manager, producer, fotografo e illustratore.

Prima di arrivare in Cheil ha lavorato in diverse realtà, tra cui Fullsix, Connexia e Bitmama Reply. Ha inoltre ricoperto il ruolo di Direttore Artistico di Lanieri, brand di abiti su misura maschili, dove si è occupato della creazione di nuove collezioni e della comunicazione del brand.

Grazie alla sua esperienza Claudio vanta un ventaglio di clienti molto vasto, con una spiccata verticalità sul segmento fashion&Luxury, il cui linguaggio votato alla bellezza e all’esclusività risulta un punto distintivo che ha poi applicato anche ad altre industry.

“Voglio portare una nuova visione estetica, cool e contemporanea, e contaminarla con la tecnologia per renderla ancora più spettacolare, che si tratti di un progetto digitale o di un evento” dichiara Claudio Nobili. “Cheil possiede un forte metodologia induttiva di matrice data driven: la mia idea è chiudere il cerchio con un approccio opposto e al contempo complementare, basato sulla deduzione, così da unire la potenza del dato all’intuito più viscerale; una sorta meccanismo di controllo in cui la verità del dato viene non solo confermata, ma anche rafforzata, da immagine e pensieri intuitivi, nell’ottica di un nuovo umanesimo tecnologico.”

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI