Google propone alla Commissione UE alcune modifiche ai suoi servizi di pubblicità
La mossa arriva in seguito all'avvio dell'indagine UE per una presunta violazione del DMA
Dopo l'avvio della nuova indagine avviata dalla Commissione Europea nei confronti di Google per verificare se BigG abbia penalizzato gli editori di notizie nella search, violando il Digital Markets Act (ne abbiamo parlato qui), Mountain View ha annunciato una proposta all'UE di modifica del suoi servizi pubblicitari, per evitare la cessione della sua attività di adv.
"Non siamo d'accordo con la decisione della Commissione Europea in materia di tecnologia pubblicitaria e faremo ricorso. Non riflette l'attuale settore altamente competitivo e in rapida evoluzione del settore. Come richiesto, abbiamo presentato il nostro piano di conformità. La nostra proposta recepisce pienamente la decisione della Commissione Europea, senza una separazione che danneggerebbe le migliaia di editori e inserzionisti europei che utilizzano gli strumenti di Google per far crescere la propria attività", si legge nel blog post di Google.
"Il nostro piano - continua la nota - include modifiche immediate ai prodotti per porre fine alle pratiche specifiche contestate dalla Commissione. Ad esempio, stiamo offrendo agli editori che utilizzano Ad Manager la possibilità di impostare prezzi minimi diversi per diversi offerenti. Stiamo inoltre proponendo modifiche significative per affrontare qualsiasi sospetto di conflitto di interessi, tra cui l'aumento dell'interoperabilità dei nostri strumenti per offrire a editori e inserzionisti maggiore scelta e flessibilità".
"Continueremo a collaborare con la Commissione Europea durante l'esame della nostra proposta. Ci impegniamo a trovare una soluzione efficace che offra certezza e coerenza ai nostri clienti in Europa, negli Stati Uniti e nel resto del mondo".
Il commento di Sandro Gozi
Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo, ha commentato così la mossa del colosso tech: “La proposta di Google dimostra che le leggi europee sui servizi digitali stanno finalmente facendo ciò per cui sono state pensate: costringere i grandi operatori globali a rispettare davvero le nostre regole. È positivo che il colosso americano riconosca la necessità di cambiare i propri servizi pubblicitari, ma non basta offrire modifiche per evitare una scissione: serve piena trasparenza e piena conformità, senza eccezioni né scorciatoie. È finita l’epoca dell’impunità dei giganti del web”.
Secondo Gozi, “la Commissione fa bene a mantenere alta l’attenzione. Se Google per anni ha potuto penalizzare gli editori europei e distorcere la concorrenza, è perché mancavano strumenti efficaci. Oggi questi strumenti esistono e vanno applicati con rigore. La pubblicità online non può essere un campo opaco, dove chi controlla dati e algoritmi decide cosa vediamo e cosa no: su questo non arretreremo di un millimetro”.
“La nostra battaglia continua: niente privilegi per nessuno. Le piattaforme devono adeguarsi alla legge europea, garantire equità agli editori, trasparenza agli inserzionisti e sicurezza agli utenti. Questa è la linea dell’Europa e continueremo a difenderla senza paura”, ha concluso l’eurodeputato.