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Dust off: il nuovo punto di vista del digital

A cura di Digital Dust

Uno spazio di approfondimento a cura di Digital Dust, dedicato alla social communication fortemente influenzata oggi dal modello TikTok che sta conquistando i marketer

28/09/2020
di Digital Dust

Covid-19 e contenuti digitali: i trend nati durante la pandemia

In questo capitolo della rubrica si parla di come il Coronavirus abbia permesso ai brand di essere ancora più innovativi nella produzione di contenuti

Diamo tutto per scontato quando siamo liberi: libertà di movimento, libertà di unione, libertà individuale e collettiva.

Il lockdown ha rappresentato un prezioso momento di riflessione e di recupero dell’essenziale, ogni aspetto della nostra quotidianità è stato messo in discussione e a partire dal singolo fino alla grande azienda, tutti abbiamo dovuto cambiare le nostre priorità e modalità di lavoro, trasformandoci e cercando nuovi equilibri.

Ma in un mondo totalmente bloccato, in cui uscire di casa era diventata un'azione eversiva e destinata a rispondere alle esigenze primarie, che posto poteva trovare la produzione di contenuti digitali? 

Tra smartworking, budget ridimensionati e scarse possibilità di realizzare shooting fotografici come di consueto, la sfida chiave per le agenzie creative è stata capire come adattarsi a questo nuovo contesto per poter offrire ai brand una content strategy di qualità, innovativa e al contempo economicamente sostenibile.

Nel periodo di distanziamento sociale la domanda di contenuti digitali creati e condivisi sui social media e sulle piattaforme video è incrementata in modo esponenziale e soprattutto il lockdown ha prodotto nuovi trend riguardo la creazione di contenuti. Se è vero infatti che l’isolamento pone degli ostacoli oggettivi alla varietà di format realizzabili, questi stessi ostacoli stimolano la mente dei creativi. 

Diverse le soluzioni creative in grado di rispondere a questo scenario:

  • WakeUpCall per coinvolgere creativi e fotografi professionisti per creare contenuti originali 
  • Webcam Shooting dove fotografo e videodirector interagiscono e guidano le modelle in tempo reale durante gli scatti
  • Coppie Creative composte da fotografo e modella/o che vivono sotto lo stesso tetto per creare contenuti originali e spontanei
  • Illustrazioni e animazioni 3D
  • Fitting Room virtuali che ricreano il feeling e l’estetica di un camerino digitale permettendo di visionare i capi della collezione tramite animazioni 3D
  • Virtual Influencer creati combinando intelligenza artificiale e digital marketing

Il trend inizialmente diffuso è stato quello di una comunicazione cauta e più emotiva dedicata all’emergenza e alle modalità con cui i brand potevano comunicare, per tornare poi a puntare nuovamente, verso la fine, a concentrarsi sulle collezioni di prodotto.

Diversi sono stati i temi che i marchi di moda hanno proposto nei propri post: dal viaggio al senso civico, da quello esperienziale a quello sociale. Ma il filone comune seguito da tutti sembra essere stato uno solo, ovvero quello dell’empatia, della continua ricerca del contatto con il proprio pubblico per ingaggiarlo e convincerlo della presenza forte di un brand che rimane, sempre e comunque, attivo anche in situazioni difficili.

Nell'anno del Covid la moda ha dimostrato nonostante le mille difficoltà, grande forza, unità ed innovazione ed è in questo contesto che la città di Milano, da sempre polo avanguardista nel settore del fashion, approda con la prima edizione della “phygital” fashion week a metà tra eventi fisici e digitali.

Come afferma Carlo Capasa, il presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, la finalità è di permettere a ogni azienda e designer di presentarsi con la modalità più affine alle proprie esigenze di narrazione, ripartendo dai giovani e valorizzando la filiera italiana, unica al mondo, attraverso sfilate, eventi e presentazioni per dare nuova speranza per guardare al prossimo futuro.

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