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10/04/2026
di Lorenzo Mosciatti

OpenAI testa un Ads Manager e punta ad una raccolta advertising di 100 miliardi di dollari entro il 2030

Gli inserzionisti potranno così gestire direttamente le campagne all’interno di ChatGPT. Attesa una forte progressione dei ricavi pubblicitari

Foto di Levart_Photographer su Unsplash

Foto di Levart_Photographer su Unsplash

OpenAI compie un passo decisivo verso la costruzione di un proprio ecosistema pubblicitario: secondo quanto riportato da Digiday, la società ha avviato i test di un Ads Manager self-service, uno strumento che consente agli inserzionisti di gestire direttamente le campagne pubblicitarie all’interno di ChatGPT. Per la prima volta, le aziende potranno monitorare performance in tempo reale e ottimizzare campagne senza intermediari, avvicinando il modello di OpenAI a quello delle grandi piattaforme pubblicitarie digitali. OpenAi ha avviato il lancio della sua offerta pubblicitaria a febbraio negli Stati Uniti, con annunci rivolti solo agli utenti delle versioni gratuite, e lo sta espandendo in nuovi mercati come Australia, Nuova Zelanda e Canada. 

Il nuovo Ads Manager, descritto come simile per interfaccia e funzionalità a Google Ads, rappresenta un passaggio fondamentale. Fino a oggi, l’accesso agli annunci su ChatGPT era mediato da OpenAI o da partner tecnologici. Con questo strumento, invece, gli inserzionisti possono gestire campagne in autonomia; monitorare metriche come impression e click; ottimizzare le performance in tempo reale.


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Il rollout è ancora limitato, ma alcuni segnali indicano una progressiva apertura: la soglia minima di accesso è stata ridotta da 200.000–250.000 dollari a 50.000 dollari; gli inserzionisti pagano solo per l’inventory effettivamente acquistata; il CPM (costo per mille impression) si attesta intorno ai 60 dollari, Questo prezzo, relativamente alto, riflette il posizionamento strategico di ChatGPT: gli utenti sono considerati in una fase di “alta intenzione”, simile alla ricerca su motori come Google, piuttosto che in una modalità passiva tipica dei social. 

OpenAI non sta costruendo tutto da zero: sta collaborando con partner ad-tech come Criteo e Smartly per accelerare l’accesso agli inserzionisti e testare diversi formati pubblicitari. Parallelamente, l’azienda sta rafforzando il team con figure chiave provenienti dal mondo advertising. Dietro questa accelerazione c’è anche una forte pressione economica. Secondo le stime citate nell’articolo. OpenAI prevede perdite fino a 14 miliardi di dollari nel corso dell’anno. In questo contesto, la pubblicità rappresenta una leva cruciale. 


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Nei primi due mesi di test, il business ads avrebbe raggiunto circa 100 milioni di dollari di ricavi annuali ricorrenti. OpenAI prevede di generare 2,5 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari quest’anno e 100 miliardi entro il 2030, secondo una fonte a conoscenza delle recenti presentazioni agli investitori interpellata da Axios. L’azienda prevede una crescita molto rapida di questo business; 11 miliardi nel 2027, 25 miliardi nel 2028 e 53 miliardi nel 2029, proiezioni basate sull’ipotesi che i prodotti OpenAI raggiungano 2,75 miliardi di utenti settimanali entro il 2030.

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