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di Andrea Di Domenico

Native Advertising: l’importanza di integrarlo nelle strategie di Programmatic Adv

La pubblicità "nativa" presenta diversi vantaggi rispetto alla tradizionale display. Ci spiega perché Gianpio Gravina, Ceo di Publicom

Gianpio Gravina, Ceo di Publicom

Gianpio Gravina, Ceo di Publicom

Tra i temi più interessanti nel mondo del digital advertising, si è attestato negli ultimi anni quello della pubblicità Native, intesa come la pubblicità che si adatta al contenuto editoriale dei siti in cui è ospitata risultando parte integrante di essi.

L’offerta Native è integrata nelle strategie offerte dall’agenzia digitale Publicom, il cui Ceo, Gianpio Gravina, spiega: “I contenuti native appaiono come parte organica del flusso editoriale dei contenuti e permettono così di raggiungere il target desiderato con un maggiore livello di engagement. Infatti, nella maggior parte dei casi, sono associati a contenuti testuali che spiegano più estesamente la comunicazione o la promozione in corso”.

Attraverso le campagne Native è possibile erogare contenuti Display e Video a seconda della disponibilità di inventory degli editori del mercato con cui il team digital di Publicom può integrarsi attraverso la sua DSP. Secondo Gianpio Gravina: “E’ opportuno, in un momento di discussione sulla invasività dei contenuti pubblicitari e di ricerca di contenuti ingaggianti e vicini al consumatore, che ogni advertiser valuti la pianificazione di contenuti in-feed, che diminuiscono l’effetto di rottura rispetto alla fruizione dei contenuti organici ”.

Le strategie Native inserite all’interno di campagna erogate con tecnologia Programmatic, permettono inoltre di lavorare in chiave di branding, prospecting e remarketing, senza rinunciare alle possibilità di ottimizzazione e al raggiungimento di obiettivi quantitativi e qualitativi. “All’interno dell’agenzia digitale Publicom” - aggiunge Gianpio Gravina - “anche per le campagna di Native Programmatic applichiamo metodologie di targeting data-driven, possiamo definire l’erogazione con filtri di geolocalizzazione e frequenza, manteniamo il controllo sulla qualità dei siti su cui eroghiamo le campagne, integriamo le strategie di targeting contestuale che risultano un’altra delle prerogative della pubblicità digitale nel 2021”.

Adottare delle creatività native significa inoltre assicurarsi una maggiore flessibilità creativa, poiché in fase di creazione vengono forniti numerosi assets (immagini, video e testi) che si combinano a seconda del sito sui cui verranno ospitati.

Conclude Gianpio Gravina: “Si tratta di una pubblicità con alti livelli di scalabilità e con una inventory tale da permettere l’erogazione di numerosi volumi di impressions, assicurando i massimi livelli di controllo e qualità su device sia desktop che mobile.”

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