Aumentano i numeri degli abbonati di Spotify ma calano i ricavi medi per utente.
Il player svedese dello streaming audio ha reso noto che al 30 giugno i sottoscrittori dell’opzione Premium sono saliti anno su anno del 17% a quota 220 milioni, mentre gli utenti attivi su base mensile sono cresciuti del 27% raggiungendo i 551 milioni (gli analisti stimavano 530 milioni di utenti).
I ricavi per utente sono invece scesi del 6% a 4,27 euro. Ieri, prima dunque della presentazione delle trimestrale, Spotify ha annunciato l’aumento del costo degli abbonamenti Premium anche in Italia, dove la sottoscrizione ad uso individuale passa da 9,99 euro a 10,99 euro e il Premium Duo (la formula per due persone) da 12,99 euro a 14,99 euro. Una decisione dunque presa proprio al fine di contrastare la flessione dei ricavi per utente.
Nel secondo trimestre del 2023, il fatturato di Spotify ha raggiunto i 3,18 miliardi di euro, in linea con le attese e con un incremento dell’11% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Il giro d’affari legato alle sottoscrizioni è aumentato dell’11%, i ricavi pubblicitari del 12%. La perdita è stata pari a 1,55 euro per azione, contro il rosso di 0,66 euro preventivato dal mercato.
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Per quanto concerne l’advertising, Spotify sottolinea come la crescita dei ricavi pubblicitari dei podcast abbia riperso a correre nel trimestre, con un incremento di oltre il 30% su base annua. Il numero di impression pubblicitarie vendute su podcast originali e con licenza e su Spotify Audience Network ha raggiunto il massimo storico, parzialmente compensato da "prezzi più bassi”. Il business advertising dell'offerta musicale è sì aumentato ma con un trend meno marcato.