• Programmatic
  • Engage conference
  • Engage Advanced TV
  • Engage Play
20/11/2025
di Cristina Oliva

Donna Moderna contro la violenza di genere con “Libere e Uguali. Per una nuova idea di parità”

Un anno di lavoro per promuovere una nuova cultura della non violenza tra stereotipi, bias e iniziative rivolte ai giovani

Maria Elena VIola, direttrice di Donna Moderna, e la copertina del nuovo numero del magazine

Maria Elena VIola, direttrice di Donna Moderna, e la copertina del nuovo numero del magazine

Rendere visibile la violenza nascosta e smontare gli stereotipi che continuano a limitare la libertà delle donne: si è chiusa al Teatro Elfo Puccini all’insegna di questo obiettivo la seconda edizione di “Libere e Uguali. Per una nuova idea di parità”, il progetto annuale di Donna Moderna.

Dopo la Road Map di 25 proposte consegnata lo scorso anno alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’iniziativa ha ampliato il proprio perimetro coinvolgendo oltre 300 persone tra istituzioni, esperti e studenti.

“Abbiamo indagato stereotipi e retaggi con quattro sondaggi SWG e lavorato su educazione all’affettività, indipendenza economica, genitorialità condivisa, linguaggio dei media e impatto dell’AI”, spiega Maria Elena Viola, direttrice di Donna Moderna. “Ancora oggi la cultura che ci circonda continua a condizionare le scelte delle donne molto più di quanto immaginiamo”.

Al centro del progetto vi è l’idea che la violenza di genere non inizi dalle sue forme estreme, ma dalle dinamiche quotidiane: controllo del cellulare, dipendenza economica, rinunce professionali dopo la maternità. Comportamenti considerati “normali” che creano terreno fertile per relazioni tossiche e potenzialmente violente.

La campagna di Donna Moderna: al centro il tema dell’assenza

La campagna sociale di Donna Moderna, presentata in anteprima a Milano, racconta proprio queste situazioni in quattro episodi tipici, con l’obiettivo di aiutare le donne – e non solo – a riconoscerle. Si tratta di quattro spot che verranno declinati sul magazine, sito e canali social, sugli altri brand del gruppo SEI (Starbene, Sale&Pepe, Casa Facile, Confidenze, Panorama), oltre che sul più grande circuito nazionale di Retail Media e su importanti impianti di DOOH che presidiano le aree più prestigiose di Milano.

L’idea di partenza è che “ogni volta che fai un passo indietro”, anche se sembra una scelta innocua – come prendere il part-time dopo la nascita di un figlio o non avere un conto corrente personale – si crea una catena di subordinazione e vulnerabilità, soprattutto economica, che può sfociare in forme di violenza più evidenti.

La campagna nasce dalla volontà di mostrare come la violenza di genere non inizi necessariamente con un atto fisico, ma spesso da dinamiche quotidiane considerate “normali”: piccole rinunce, compromessi o abitudini che alimentano diseguaglianze e dipendenze.

La campagna è costruita attorno al tema dell’assenza:

  • Nessun corpo, nessun volto, solo spazi vuoti (ufficio, bar, fermata del tram, spogliatoio).
  • Le scene sono accompagnate solo da voci, che pronunciano frasi comuni, spesso dette o ascoltate da tutti.
  • L’assenza visiva serve a sottolineare la normalizzazione di certe forme di violenza e a invitare chi guarda a riempire quei vuoti con consapevolezza.

L’obiettivo è di portare alla luce forme di violenza sottili e radicate, come la violenza economica, la dipendenza finanziaria, linguaggi e comportamenti che rafforzano ruoli di genere diseguali rappresentando quattro frammenti di vita quotidiana rappresentativi delle aree più critiche: lavoro, indipendenza economica, relazioni, maschilità.

I dati raccolti nel corso dell’ultimo anno da SWG confermano, infatti, una vulnerabilità strutturale: quasi una donna su due in coppia non possiede un conto personale e il 51% sarebbe in difficoltà economica in caso di separazione.

E ancora: 8 italiani su 10 considerano la parità di genere un valore condiviso, ma oltre 1/3 ritiene che sia ancora lontana. Mentre il 51% delle donne dichiara che la propria percezione dei ruoli di genere è influenzata da film, serie e TV: giocare con le macchinine è considerato una prerogativa “maschile” dal 58% degli uomini. Per il 27% delle italiane il successo di una donna si misura ancora sull’essere una “buona madre”. Inoltre, 1 donna su 2 non accetta linguaggi poco paritari, mentre per il 50% degli uomini si tratta solo di “battute”.

Un dato sorprende più di tutti: il 20% della Gen Z usa ChatGPT come supporto emotivo (Fonte H-Farm College).

Un fenomeno che, secondo Donna Moderna, rischia di amplificare bias culturali già radicati. Tra gli adolescenti, uno su quattro considera la gelosia una prova d’amore, quasi uno su due fatica a dire “no” a un rapporto non desiderato, oltre il 30% minimizza comportamenti violenti.

“Se il primo interlocutore dei ragazzi è uno strumento addestrato su contenuti patriarcali, il risultato può essere una visione distorta delle relazioni”, avverte Viola. “Serve un’AI capace di offrire indicazioni corrette e rispettose”.

Una challenge con gli studenti e una capsule di sneakers

Sulla base di questa consapevolezza è stata lanciata una challenge tra gli studenti di H-Farm college che ha portato allo sviluppo del prototipo di un’app che aiuta a riconoscere le “red flags” di una relazione tossica. L’AI utilizzata all’interno dell’applicativo è stata “istruita” con i contenuti forniti da Fondazione Libellula e Donna Moderna (ricerche, indagini, articoli, approfondimenti etc).

Nel corso dell’anno il progetto ha coinvolto gli studenti della Scuola Holden, autori di racconti dedicati al consenso, il Liceo Bottoni di Milano, con un debate su stereotipi e mascolinità, giornalisti e professionisti dei media su un linguaggio più responsabile e un gruppo di esperti chiamati a discutere come costruire un’AI meno distorta.

«La parità non nasce da un gesto simbolico, ma da una somma di azioni quotidiane. Di donne e uomini», conclude Viola.

Non solo. Sempre nell’ambito del progetto è nata, dal dialogo con il brand Axept, una capsule di sneakers per il 25 novembre, data in cui ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. A caratterizzare la collezione sono i colori bianco e rosso e un dettaglio di grande impatto: il numero nazionale antiviolenza e stalking – 1522 – impresso sulle linguette.

Il progetto “Libere e Uguali. Per una nuova idea di parità” è stato realizzato con la collaborazione scientifica dell’Università Statale di Milano, Fondazione Libellula, MyEdu, Valore D e H-Farm College.

Partner dell’iniziativa: Generali, Jeep, Banca Mediolanum, Mundys, Wind Tre, La Toscana delle donne.

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI