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23/10/2020
di Andrea Di Domenico

A Parma un convegno nazionale su proprietà intellettuale, comunicazione e cultura

Coinvolta anche l'agenzia The Skill. Il Ceo Andrea Camaiora: «Temi cruciali per chi si occupa di comunicazione»

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Un convegno per affrontare con approccio multidisciplinare un tema centrale per lo sviluppo economico del Paese quanto trascurato: il rapporto tra la valorizzazione e la tutela della proprietà intellettuale applicata ai beni culturali. Una questione che chiama direttamente in causa gli operatori della comunicazione, dell’informazione e dell’editoria.

Se ne parla oggi a Parma nel webinar dedicato ai «Diritti IP e il futuro della Cultura» che vede coinvolte, tra le altre, case editrici del calibro di Wolters Kluwer e Giappichelli, lo studio di comunicazione The Skill, ma anche think tank come l’istituto Bruno Leoni e l’Associazione per la protezione della proprietà intellettuale (Aippi).

Regista del convegno annuale – appuntamento fisso del settore da ben venti anni – è il professore Cesare Galli, avvocato di rango e punto di riferimento nella protezione della proprietà industriale. Il convegno si tiene presso il suo ateneo, l’Università degli studi di Parma, ma vede il coinvolgimento anche di importanti imprese, in testa Barilla.

Per Andrea Camaiora, Ceo di The Skill, «anche con la partecipazione di personalità eminenti come Marina Tavassi, presidente emerito della Corte d’Appello di Milano, e rappresentanti di atenei di rango internazionale (dall’Università di Alicante alla Cattolica di Milano), il convegno ha l’assoluto pregio di interrogarsi su temi chiave per noi specialisti della comunicazione: le nuove creazioni del web, l’intelligenza artificiale, il rapporto tra invenzioni e diritto d’autore, l’industrial design tra diritto d’autore, valore di mercato e comunicazione, le opere multimediali, la tutela a ogni costo del made in Italy e non a caso vede l’adesione di direttore dell’archivio di Stato di Venezia, Gianni Penzo Doria, o della Legal Counsel di Mondadori, Sabrina Ciccolo».

«Più in generale - continua Camaiora - l’iniziativa di Parma dimostra una volta di più quanto la comunicazione non sia più da intendere come attività ancillare, mero veicolo di messaggio, materia leggera e come tale spesso dal valore aggiunto impalpabile ma una hard skill che non può che basarsi sulla competenza, sull’approfondimento, sull’effettiva capacità non solo di conoscere ma anche di dominare contenuti complessi. Altrimenti si perde in competitività come purtroppo accade da vent’anni nella nostra amata nazione». Al Convegno nazionale aderiscono anche, tra gli altri, l’Associazione Industriali e il MIBAC.

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