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di Cristina Oliva

Streaming sempre più competitivo con l'arrivo di HBO Max: cosa cambia nel mercato italiano

La piattaforma di Warner Bros. Discovery fa il suo ingresso in un mercato maturo dove è ancora forte il peso della tv tradizionale. L'analisi di Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers

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E' da poco disponibile in Italia HBO Max, la piattaforma streaming del gruppo Warner Bros. Discovery, con un catalogo che riunisce in un’unica offerta i contenuti HBO, Warner Bros. Pictures, Warner Bros. Television, DC Universe, Max Originals ed Eurosport. L’arrivo nel nostro mercato si inserisce in una strategia distributiva che prevede la disponibilità di HBO Max sia tramite app e web, sia attraverso accordi con partner locali. In particolare, la piattaforma è accessibile su Amazon Prime Video come abbonamento aggiuntivo e, al lancio, è inclusa anche nell’offerta TimVision per i clienti TIM con un accordo che prevede anche il rinnovo dei contenuti di Discovery+ con i 6 canali Eurosport insieme a CNN International, già inclusi nell’abbonamento TimVision Play.


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Con questa novità, il mercato italiano dello streaming registra quindi l’ingresso di un nuovo competitor destinato tuttavia ad essere acquisito nell’arco di pochi mesi da Netflix o Paramount, in base a come si concluderà l'operazione per il controllo di Warner Bros Discovery in corso negli Stati Uniti.


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Secondo alcune analisi condotte da Sensemakers e anche da alcune evidenze dei dati Auditel emerge la fotografia per il settore dello streaming in Italia di una fase di saturazione degli abbonamenti ai servizi a pagamento, prevedendo una crescita più contenuta degli abbonati che tenderanno sempre più spesso a cambiare offerta per risparmiare e a passare da una piattaforma all’altra. Per Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers (nella foto sotto), "le operazioni di riduzione del prezzo con l’introduzione di formule supportate dalla pubblicità e quelle di contrasto al fenomeno di condivisione delle password hanno già espresso il loro maggiore potenziale. La crescita continuerà a ritmi più contenuti in futuro dove i fenomeni di sostituzione delle offerte alla ricerca di economie di costo e churn rate tra gli operatori diventeranno sempre più forti. Attualmente la metà delle famiglie italiane e l’80% di quelle con accesso a connessioni broadband hanno sottoscritto almeno un servizio a pagamento degli streamer".

Dalle ricerche Sensemakers emerge che il numero di servizi di streaming a pagamento che le famiglie sono mediamente disposte a pagare è di 2,3, dato ormai stabile da anni così come la propensione massima di spesa che oscilla tra i 25 e i 27 euro mensili. Anche i dati Auditel confermano tale tendenza. Da maggio 2022 Auditel infatti monitora il cosiddetto traffico non riconosciuto in cui rientra, insieme a altre tipologie di fruizione, anche il consumo dei contenuti di OTT e Streamer. Nel 2025 la reach del traffico non riconosciuto nel giorno medio si è ridotta dello 0,8% mentre è aumentata solo dello 0,6% in prime time.

In un mercato dello streaming ormai molto affollato, l’attenzione non è più solo sull’acquisizione di nuovi abbonati, ma soprattutto sul mantenere quelli già esistenti e invogliarli a spendere di più. In questo senso, l’integrazione dei servizi di streaming di Warner Bros Discovery da parte di Netflix o Paramount nel nostro Paese, come a livello internazionale, avrebbe un forte valore strategico: “A parte l’acquisizione dei diritti di proprietà intellettuale su moltissimi titoli “Hero” che abiliteranno nuove fonti di ricavo, l’ampiezza della library è il primo fattore di retention e di aumento dei livelli di ingaggio e tempo speso sulle piattaforme mentre notoriamente le nuove uscite sono la leva principale per attrarre abbonati aggiuntivi”, spiega Angelini.

In base a dati Sensemakers, il consumo dei contenuti di HBO attualmente presenti in Italia, nello scorso mese di settembre valeva il 15% del totale del tempo speso sulla piattaforma di Netflix e se dovesse avere successo l’integrazione di Warner Bros Discovery parte di quest’ultima, abbonarsi diverrebbe quasi irrinunciabile lasciando gli altri operatori a contendersi la sola ulteriore altra opzione di sottoscrizione all’interno della famiglia. Già oggi il 74% degli spettatori di Amazon Prime Video e l’84% di quelli Disney guardano anche contenuti su Netflix.

Secondo il Ceo di Sensemakers, l’Italia è un mercato particolare perché la TV lineare resta molto seguita: "L’operazione Netflix-WBD aumenterebbe sicuramente l’ampiezza della library sui contenuti scripted (soprattutto Serie Tv e Film) ma non la sua varietà in termini di generi coperti, con gli eventi live e l’intrattenimento che continuerebbero ad essere presidiati dal palinsesto degli streamcaster domestici. Un cambiamento radicale dei comportamenti di consumo dovrebbe passare necessariamente per un allargamento dell’offerta degli streamers su queste tipologie di contenuti” conclude Angelini.

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