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di Lorenzo Mosciatti

Consumi media in evoluzione: l’audio conquista gli italiani tra radio digitale, streaming e podcast

L'Osservatorio Audio 2025 di Digitalia ’08 mostra un ecosistema in piena espansione: la radio mantiene una copertura trasversale elevata, mentre musica in streaming, podcast e audiolibri ampliano l’ascolto e attraggono anche i target più giovani

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L’audio si conferma una delle piattaforme media più diffuse e pervasive nel panorama dei consumi culturali degli italiani. È quanto emerge dall’Osservatorio Audio 2025 di Digitalia ‘08, il progetto di ricerca avviato dalla concessionaria del Gruppo Mediaset nel 2019 per monitorare l’evoluzione dei comportamenti di ascolto e supportare brand, investitori e operatori nella lettura di un ecosistema in costante trasformazione.

A pochi giorni dal World Radio Day, la giornata internazionale che celebra il ruolo centrale della radio come mezzo di informazione, intrattenimento e connessione sociale, i risultati dell’Osservatorio Audio confermano la solidità e l’attualità di un medium capace di evolversi e integrarsi pienamente nell’ecosistema digitale. Giunta alla quinta wave, la ricerca - realizzata dal team Marketing Research & Insight delle concessionarie del gruppo in collaborazione con l’istituto Human Highway - ha analizzato un campione di 2.172 individui, rappresentativo di 35,6 milioni di italiani tra i 15 e i 64 anni, con l’obiettivo di indagare il consumo di contenuti audio e fornire una fotografia aggiornata dei profili degli ascoltatori e delle modalità di fruizione. 

I dati restituiscono un quadro positivo e di forte continuità nel tempo: oggi la penetrazione settimanale raggiunge il 97,5% della popolazione indagata, confermando un ecosistema che cresce attraverso l’integrazione progressiva delle diverse modalità di ascolto. Una dinamica che rafforza la capacità dell’audio di garantire una presenza costante lungo l’arco della giornata, grazie a una pluralità di contenuti, device e contesti di fruizione.


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All’interno di questo scenario, la radio, sia nella componente lineare sia in quella digitale, mantiene una posizione centrale. Con una penetrazione complessiva dell’84,5%, in crescita di quasi 5 punti percentuali dall’avvio dell’Osservatorio (79,6% nel 2019), il canale è il più solido in termini di copertura trasversale. Il trend è sostenuto in particolare dallo sviluppo della radio digitale, che registra un incremento di quasi 12 punti percentuali rispetto al 2019 e contribuisce in modo significativo all’ampliamento dell’ascolto settimanale complessivo. Un risultato che riflette la capacità della radio di coniugare abitudine d’ascolto, frequenza di contatto e affidabilità, rafforzandone il ruolo all’interno delle strategie di comunicazione. 

I formati digitali estendono e qualificano ulteriormente l’offerta: ogni settimana la musica in streaming raggiunge il 55,9% della popolazione, i podcast il 21,8% e gli audiolibri il 13,4%, delineando un sistema articolato e complementare in cui i diversi contenuti coesistono e si affiancano, moltiplicando le opportunità di contatto in modalità sempre più integrate. 

L’analisi per fasce d’età evidenzia inoltre come l’audio, nella sua completezza, sia in grado di coprire target eterogenei: la radio tradizionale mantiene una forte penetrazione nella fascia 25-54 anni, con una maggiore concentrazione tra i segmenti più maturi, mentre quella digitale intercetta in modo significativo anche le generazioni più giovani, raggiungendo il 55,4% tra i 18-24 anni. Allo stesso modo, anche musica in streaming e podcast mostrano una marcata affinità con il target under 24, con livelli di ascolto rispettivamente del 78% e del 32%, contribuendo a un equilibrio strutturale tra continuità e innovazione. 

Rilevante anche la dimensione contestuale dell’ascolto. Considerando il consumo settimanale di radio, music streaming, podcast e audiolibri, la casa è il principale ambiente di fruizione (79,1%), seguito dall’automobile (61,8%). La possibilità di ascoltare i contenuti in mobilità, inoltre, rafforza la presenza del sistema audio anche in altri contesti, dai luoghi di lavoro a quelli per lo shopping e il tempo libero, fino ai mezzi pubblici, raggiungendo complessivamente il 46% degli individui e consolidando il proprio valore in termini di continuità, prossimità e integrazione nell’esperienza quotidiana delle persone.

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