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26/10/2026
di Andrea Di Domenico

Pubblicità radiofonica, investimenti in calo del 3,6% nei primi nove mesi del 2026. Settembre a -6,1%

I dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio evidenziano una flessione della raccolta pubblicitaria. Distribuzione e telecomunicazioni restano i principali settori investitori, mentre crescono farmaceutici, edilizia e gestione casa

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Gli investimenti pubblicitari sul mezzo radiofonico chiudono i primi nove mesi del 2026 in calo del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dai nuovi dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio, l’associazione che riunisce le concessionarie di pubblicità radiofonica, la cui rilevazione è coordinata dalla società Reply.

Il dato relativo al solo mese di settembre registra una flessione del 6,1%, confermando un andamento negativo della raccolta pubblicitaria.

L’analisi per settori merceologici evidenzia come distribuzione e telecomunicazioni si confermino i principali comparti investitori sul mezzo radiofonico. Tra i settori che mostrano invece una crescita degli investimenti rispetto ai primi nove mesi del 2025 si distinguono farmaceutici, edilizia, gestione casa e toiletries.

A commentare i risultati è Monica Gallerini, Presidente di FCP-Assoradio, che sottolinea le opportunità offerte dalla radio anche in uno scenario economico caratterizzato da scelte di investimento sempre più selettive.

«Parliamo di una leva ad altissima efficienza che unisce costi di accesso competitivi a coperture capillari, elevate frequenze di contatto e un eccellente ritorno sugli investimenti», afferma Gallerini.

La Presidente richiama inoltre i risultati delle ricerche presentate lo scorso 22 ottobre a Milano durante l’evento RadioPLUS+ – “Fake or fact? Sfatiamo i falsi miti sulla radio”, organizzato insieme al Politecnico, che hanno messo in evidenza la capacità del mezzo di raggiungere e coinvolgere anche i pubblici più giovani. «La radio garantisce ascolti reali, una relazione di autentica fiducia con gli ascoltatori e un rapporto costo-contatto imbattibile: per chi vuole far crescere i propri brand con risultati concreti e misurabili, la radio è oggi una scelta strategica solida e lungimirante», conclude Gallerini.

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