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di Alessandra La Rosa

Google è il primo operatore in Italia per ricavi nel mercato dei media. I dati del SIC 2024 dell’Agcom

Spodesta Rai che scende al secondo gradino del podio, terza Meta. Il mercato, complessivamente, è stimato in 21,8 miliardi di euro, pari allo 0,99% del PIL

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Nel mercato dei media, Google è il primo operatore in Italia per ricavi. Lo rivela l'Agcom, nella sua valutazione del valore economico complessivo del Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) per l’anno 2024, pubblicata in questi giorni. 

Il Sic è stimato in 21,8 miliardi di euro, pari allo 0,99% del PIL, in crescita del 6,9% rispetto all’anno precedente, un incremento superiore a quello dell’economia nazionale nel suo complesso. 

La crescita è trainata soprattutto dalla pubblicità online che, con quasi 8 miliardi di euro (36,6% del Sic) e un incremento del 12,6%, si conferma la prima fonte di ricavo del sistema e amplia ulteriormente il divario rispetto alla raccolta pubblicitaria sui mezzi tradizionali, anch’essa in aumento (5,2 miliardi di euro, +3,4%). Crescono inoltre i ricavi da offerte televisive a pagamento satellitari e online, da editoria elettronica, da box office e dal complesso delle entrate da fondi pubblici, mentre si riducono quelli derivanti dalla pubblicità e dalla vendita di copie e collaterali dell’editoria quotidiana e periodica, dalle agenzie di stampa a carattere nazionale e dall’home video.

Dagli ultimi dati, emerge che per la prima volta una piattaforma online detiene la quota più elevata del Sic: Alphabet/Google, con il 12,4% delle risorse complessive, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2023. Il colosso di Mountain View precede Rai, che scende al secondo posto, con una quota del 12% (-0,3 punti percentuali). Terzo gradino del podio per Meta/Facebook, con il 9,7% del totale e una crescita di 1,1 punti percentuali (l’incremento più ampio tra i principali operatori), che sale dalla quinta alla terza posizione, superando i gruppi Comcast/Sky e Fininvest, con quote rispettivamente del 9,4% (+0,1 punti percentuali) e del 9,2% (-0,2 punti percentuali). Continua a crescere il peso delle altre piattaforme online: Amazon, Netflix e DAZN si collocano al sesto, settimo e nono posto, con un’incidenza dei propri ricavi rispettivamente del 4,9%, 3,5% e 2,5%. 

(Fonte: elaborazione Engage su dati Agcom)

Che cos’è il SIC e perché la leadership di Google segna una svolta storica

Il SIC (Sistema Integrato delle Comunicazioni) è il perimetro economico definito dall’Agcom per monitorare il mercato dell'informazione e dei media in Italia, come stabilito dal Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici (TUSMA). Nello specifico, il SIC misura l'insieme dei ricavi generati dai principali comparti della comunicazione: dalla TV (in chiaro e a pagamento) alla radio, dalla stampa quotidiana e periodica al cinema, fino all'editoria elettronica e alla pubblicità online. La sua funzione principale è di natura antitrust e di tutela del pluralismo: l'Autorità rileva annualmente il valore del sistema per verificare che nessun operatore superi il tetto del 20% delle risorse complessive, limite oltre il quale si configurerebbe una posizione dominante dannosa per la concorrenza e la trasparenza informativa. 

Anche nel 2024 nessuno degli operatori ha realizzato ricavi superiori alla soglia del 20%; i primi due si attestano su valori superiori al 10%; gli operatori che superano la soglia dell’8%, pur rimanendo al di sotto del 10%, sono tre.

Google: «Un passaggio epocale»

In questo contesto, il sorpasso di Alphabet/Google ai danni dei media tradizionali non rappresenta soltanto un cambio al vertice, ma certifica la definitiva centralità delle Big Tech nell'ecosistema e nella dieta mediatica italiana. Un fatto confermato anche dalla presenza di altre OTT ai primi posti della classifica (Meta al terzo posto, Amazon al sesto), e dall’evidenza che per lo più siano proprio queste società ad avere registrato dei trend positivi rispetto allo scorso anno. 


Leggi anche: AUDICOM SI APRE ALLE PIATTAFORME DIGITALI: FORMALIZZATO L'INGRESSO DI ANITEC-ASSINFORM NELLA COMPAGINE SOCIALE 


«È davvero un passaggio epocale, e la fotografia di come, in Italia, crescono pluralismo e concorrenza», scrive su LinkedIn Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy Italy, Greece, Cyprus di Google. Il primato di Google «è anche un premio alla scelta di stare nel mercato italiano come un soggetto pienamente locale - commenta il manager -, rispettando le regole e nel confronto costante con le istituzioni - dal contrasto alla pirateria, alla tutela del copyright, alla richiesta di essere misurati da un JIC, culminata nel recente ingresso in Audicom. Non sono state scelte regolatorie, ma decisioni strategiche - che mi piace pensare che gli inserzionisti pubblicitari abbiano apprezzato».

Le altre evidenze del Sic

Sotto il profilo della composizione del Sic, considerando le aree di attività economica, si conferma il ruolo prevalente dei servizi di media audiovisivi, radiofonici e di piattaforma di condivisione di video a pagamento che, con quasi 9,5 miliardi di euro (+6,8%), assorbono il 44% delle risorse economiche complessive, una quota sostanzialmente invariata rispetto al 2023. All’interno dell’area, crescono sia i servizi di media audiovisivi in chiaro (poco meno di 5 miliardi di euro, +4,4%), grazie all’aumento della raccolta pubblicitaria e delle risorse pubbliche, sia i servizi a pagamento (3,9 miliardi di euro, +11,3%), trainati dalla componente online (+15,3%) e dal ritorno alla crescita delle offerte satellitari (+5,8%) dopo anni di contrazione. La radio, con il 7% dei ricavi dell’area, registra invece una lieve flessione (-0,4%), riconducibile principalmente alla riduzione delle risorse pubbliche. 

Segue, con una rilevanza sempre maggiore nella composizione del Sic (38%), l’area economica dell’editoria elettronica e della pubblicità online, con un valore di 8,2 miliardi di euro (+12,3%) trainato dalla pubblicità online, che rappresenta il 97% del comparto.

L’editoria tradizionale (quotidiani, periodici e agenzie di stampa), con 2,8 miliardi di euro, conferma la terza posizione, ma la sua incidenza sul SIC scende al 13% (-1,5 punti percentuali): la contrazione delle entrate del 3,9% riflette la crisi strutturale del settore, che interessa tanto la vendita di copie quanto la raccolta pubblicitaria.

Completano il quadro la pubblicità esterna, che vale 739 milioni di euro (+3,4%) con un’incidenza del 3,4% sul Sic, e il cinema, che scende a 512 milioni di euro (-2,0%).

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