Il 68% delle micro, piccole e medie imprese italiane ritiene che l’intelligenza artificiale possa aiutare a svolgere attività che in passato richiedevano più tempo, denaro o personale. A dichiarare di utilizzarla nelle attività quotidiane è però solo il 25%.
È quanto emerge da una ricerca condotta da Ipsos per Meta su un campione ponderato di 500 titolari o dipendenti di micro, piccole e medie imprese italiane, presentata in occasione dell’AI Forum di Roma.
Il 31% delle microimprese, con meno di dieci dipendenti, dichiara di non aver mai utilizzato strumenti di IA. Tra le piccole e medie imprese la quota è del 14%. Il 63% degli intervistati ritiene inoltre che le imprese che non adotteranno l’IA rischino di restare indietro rispetto ai concorrenti.
Nuovi clienti e formazione tra le priorità
Trovare nuovi clienti è la principale difficoltà indicata dalle imprese, citata dal 45% degli intervistati. Per favorire una maggiore adozione dell’IA, il 45% afferma che sarebbe utile una formazione specifica per il proprio settore; il 36% indica periodi di prova gratuiti o costi inferiori. Il 73% ritiene necessario un maggiore supporto o l’introduzione di incentivi.
Guardando ai prossimi dodici mesi, tre imprese su cinque (59%) prevedono di aumentare l’impiego dell’IA per il marketing e la creazione di contenuti. Quasi la metà intende utilizzarla maggiormente per lo sviluppo di prodotti o servizi (48%), la comunicazione con i clienti (47%) e l’acquisizione di nuovi clienti (45%).
«I risultati evidenziano un chiaro divario in termini di preparazione, ma anche una forte propensione all’adozione dell’IA. Guardando all’utilizzo previsto nel prossimo anno, tre imprese su cinque (59%) prevedono di aumentare l’impiego dell’IA per il marketing e la creazione di contenuti. Quasi la metà prevede di utilizzarla maggiormente per lo sviluppo di prodotti o servizi (48%), la comunicazione con i clienti (47%) o l’acquisizione di nuovi clienti (45%). Supportare le PMI italiane richiederà un sostegno concreto e specifico per ciascun settore, che consenta alle imprese di adottare l’IA con fiducia e trasformarne il potenziale in valore concreto nelle attività quotidiane», ha dichiarato Chiara Ferrari, Service Line Leader di Ipsos Public Affairs.
Il dato sull’IA agentica e Muse for Small Business
Tra le imprese che utilizzano regolarmente assistenti di IA agentica, capaci di svolgere attività articolate in più passaggi, il 42% dichiara di aver risparmiato tempo nelle attività di routine.
A settembre Meta ha lanciato negli Stati Uniti e in Canada Muse for Small Business, un insieme di funzionalità e integrazioni all’interno di Muse, l’agente IA personale di Meta, pensato per aiutare nella gestione delle attività. Muse è gratuito per la maggior parte delle funzionalità. Le prime PMI statunitensi che lo utilizzano segnalano tra i benefici il risparmio di tempo e il supporto nella comunicazione con i clienti.
«Crediamo che il futuro debba essere per tutti, comprese le piccole e medie imprese. Queste aziende rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana, ma come mostra la nostra ricerca, sebbene riconoscano il potenziale trasformativo dell’IA, sono ancora troppo poche quelle che la utilizzano nelle attività quotidiane. Dobbiamo lavorare insieme per colmare questo divario e mettere rapidamente a loro disposizione gli strumenti di IA agentica più avanzati, per aiutare queste imprese a crescere e contribuire alla crescita dell’economia italiana», ha dichiarato Angelo Mazzetti, Public Policy Director per l’Italia di Meta.
I temi dell’AI Forum
Organizzato da Meta in collaborazione con EssilorLuxottica a Palazzo Rondinini a Roma, il 29 ottobre, l’AI Forum ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, della cultura e della società civile per discutere le opportunità dell’IA e degli AI glasses per le aziende, l’accessibilità e l’inclusione digitale.
Nel panel di apertura Chiara Rostagno, vicedirettrice della Pinacoteca di Brera, Elena Dimichino, Chief Corporate & Sustainability Officer di EssilorLuxottica, e Mario Barbuto, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, hanno discusso di “Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo”, iniziativa dedicata a consentire alle persone cieche e ipovedenti di vivere l’arte e la cultura con maggiore autonomia attraverso gli AI glasses di Meta.
Nel corso dell’evento, Mirta Michilli, direttrice generale di Fondazione Mondo Digitale, si è soffermata sul possibile contributo degli AI glasses all’inclusione digitale tra generazioni. Laura De Dilectis, CEO di Viola Walk Home, ha presentato una partnership pilota con Meta per esplorare come l’integrazione con gli AI glasses possa migliorare il servizio dell’app, che offre supporto in tempo reale alle donne che camminano da sole di notte. Pierpaolo D’Odorico, co-founder e CEO di Datapizza, e Alessandro Tommasi, founder di FutureProofSociety e partner dell’evento, hanno discusso delle applicazioni dell’IA per le PMI italiane.