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30/07/2026

Il 68% degli italiani si fida di un agente AI più che del proprio migliore amico per fare acquisti

La Consumer Pulse 2026 di Accenture, condotta su oltre 25.590 consumatori in 16 Paesi, fotografa il passaggio dalla consultazione alla delega: il 42% dei consumatori fedeli è disposto a cambiare brand se suggerito dall'AI

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Il 68% degli italiani dichiara di fidarsi di un agente AI personale più che del proprio migliore amico per effettuare un acquisto al proprio posto. È quanto emerge dalla Consumer Pulse 2026 di Accenture, presentata nel report "Talk to my AI Agent", che ha coinvolto oltre 25.590 consumatori in 16 Paesi, di cui 505 in Italia. A livello globale, la fiducia raggiunge il 74%.

La disponibilità alla delega si estende anche alla gestione operativa degli acquisti: il 72% degli italiani è disposto a lasciare che un agente AI gestisca in autonomia attività come negoziare offerte, gestire reclami, riordinare prodotti o rinnovare abbonamenti, a condizione di mantenere il pieno controllo del processo. Il 26% si spinge oltre, dichiarandosi disposto a lasciare che l'agente prenda la decisione finale di acquisto entro parametri predefiniti come prezzo e preferenze, mentre l'8% consentirebbe già oggi una transazione completamente autonoma. A livello globale queste percentuali salgono rispettivamente al 32% e al 9%.

Il 60% degli italiani prevede che almeno metà della propria spesa in una determinata categoria sarà influenzata dall'intelligenza artificiale entro i prossimi 12 mesi, quota che sale al 71% a livello globale.

Andrea Ruzzi, Responsabile Consumer & Manufacturing di Accenture Italia, ha inquadrato il cambiamento in atto: "Se fino allo scorso anno la fiducia nei confronti degli agenti rappresentava un fattore differenziante, oggi la vera novità è che questa fiducia sta diventando la base", sottolineando che i consumatori italiani "sono sempre più pronti a delegare agli agenti attività e decisioni d'acquisto, ma chiedono in cambio trasparenza, controllo e affidabilità".

Sul fronte della brand loyalty, il 51% degli italiani dichiara che indicherebbe all'agente AI quali brand prendere in considerazione. Tra i consumatori che si definiscono fedeli, quelli che scelgono abitualmente tra uno e tre marchi preferiti, il 42% sarebbe disposto a lasciare che l'agente suggerisca un brand alternativo, qualora identificasse una soluzione ritenuta migliore.

Nonostante la crescente centralità dell'AI, il fattore umano resta rilevante: il 23% dei consumatori ritiene che i negozi diventeranno ancora più importanti come spazi di esperienza, il 24% attribuisce valore alle interazioni di persona per costruire fiducia, e il 52% desidera restare coinvolto in almeno una fase del percorso d'acquisto.

Secondo Accenture, lo scenario impone ai brand di rendere prodotti, messaggi e claim facilmente interpretabili e verificabili dagli agenti AI, garantendo al tempo stesso coerenza tra le promesse comunicate e l'esperienza reale offerta ai consumatori. Per i retailer, l'intelligenza artificiale non elimina il proprio ruolo ma ne ridefinisce il perimetro, spostando l'attenzione verso il rafforzamento dei negozi fisici come spazi di esperienza e connessione.

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