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26/08/2020
di Caterina Varpi

Ferrero, Ferrari e Barilla sono le aziende con la migliore reputazione in Italia

Lo studio di Ales Market Research rivela che 8 aziende del made in Italy sono nella top ten. Accenture prima tra le società di consulenza

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Sono Ferrero, Ferrari e Barilla le tre aziende che conquistano il podio delle 100 imprese con la migliore reputazione in Italia in base alla prima edizione dell’indagine sulla reputazione aziendale elaborata dall’istituto indipendente Ales Market Research, che ha utilizzato la metodologia Merco, monitoraggio di reputazione oggetto di verifica da parte di un ente esterno, KPMG. Il ranking è elaborato soprattutto sulla base del giudizio di professionisti e addetti ai lavori e non di un campione composto da soli consumatori.

Il Made in Italy viene premiato dall’indagine con 8 aziende nella top ten; oltre alle prime tre classificate spiccano Luxottica, Eni, Lavazza, Armani e il Gruppo FCA.

Ecco le prime venti posizioni: Ferrero, Ferrari, Barilla, Luxottica, Google, Eni, Lavazza, Samsung, Armani, Gruppo FCA, Esselunga, Disney, Netflix, Enel, Microsoft, Apple, Ikea, Sony e L'Oreal. 

Analizzando le aziende con la migliore reputazione nei singoli settori, Intesa Sanpaolo è in testa nel bancario e assicurativo, Google nell’informatica, Ikea in quello relativo a complementi d’arredo/tessile/casa, Accenture è prima tra le società di consulenza, Eni nel settore energia, acqua e gas, Amplifon nel farmaceutico & apparecchi, Hilton nell’hotel & turismo, Luxottica nel settore moda & accessori.

“La reputazione è un elemento fondamentale, forse il più importante, per il successo di un’azienda sul mercato ed è per questo che la prima edizione dell’indagine Ales Merco Italia costituisce un contributo importante e inedito offerto alle aziende per comprendere i propri punti di forza e di debolezza, perché elaborato soprattutto grazie al giudizio di direttori d’azienda, manager e addetti ai lavori cioè da persone che conoscono profondamente il mondo delle imprese. Inoltre la metodologia risponde a criteri di indipendenza, perché nessuna azienda può pagare per essere inclusa nel ranking, verificabilità e trasparenza, perché viene pubblicato l’intero ranking così come verificato da KPMG – ha affermato Tommaso Pronunzio, Partner e CEO di Ales Market Research. – E’ importante sottolineare il ruolo da protagoniste giocato dalle aziende del Made in Italy che hanno occupato quasi completamente le prime dieci posizioni, diviso equamente con le aziende estere la loro presenza numerica nella classifica generale e conquistato il primo posto in diversi settori. E’ un dato che dimostra ancora una volta la vitalità della aziende italiane e fa ben sperare per il futuro del nostro paese.”

La ricerca di Ales Market Research

L’indagine, che si è svolta nell’arco di sette mesi a partire dal dicembre scorso, ha coinvolto 1346 profili divisi in tre categorie: 246 dirigenti e manager di aziende che operano in Italia con un fatturato superiore a 10 milioni di euro, 100 esperti (analisti finanziari, giornalisti, responsabili di ONG e social media managers) e 1000 consumatori. Ogni categoria ha analizzato le aziende in base a diversi fattori ed ha ottenuto un peso differente nella definizione del ranking. Caratteristica peculiare della ricerca è stata l’importanza attribuita al campione professionale che pesa per l’80% nella definizione della classifica finale.

I dirigenti e manager d’azienda hanno infatti giudicato aspetti come i risultati economico-finanziari, la qualità dell’offerta commerciale, la capacità di attrarre e trattenere i talenti, l’etica e la responsabilità d’impresa, la dimensione internazionale dell’azienda e l’innovazione. Gli esperti hanno considerato gli elementi a loro più familiari ad esempio la qualità delle informazioni fornite, l’efficacia nella comunicazione aziendale, l’impegno verso la comunità o l’innovazione nella comunicazione digitale mentre i consumatori hanno valutato la reputazione commerciale delle aziende secondo 10 variabili, tra queste il rapporto qualità-prezzo, l’empatia, l’impegno ambientale, ed infine la reputazione generale.

Il monitoraggio realizzato dall’indagine è stato aperto e gratuito e l’inserimento nella classifica determinato unicamente dall’opinione espressa da dirigenti e manager. La ricerca ha inoltre rispettato la norma ISO 20252 relativa alle ricerche di mercato e il codice di condotta International Chamber of Commerce/ESOMAR riconosciuto come riferimento su scala mondiale, spiega l'istututo nel comunicato stampa.

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