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04/03/2026
di Cristina Oliva

TSW attiva l’Osservatorio Pet Food: come gli LLM influenzano le scelte dei pet parent

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L'agenzia digitale TSW - The Sixth W annuncia l’avvio dell’Osservatorio di ricerca sul Pet Food, un progetto di ascolto continuo che integra ricerca con le persone e analisi dei touchpoint emergenti per comprendere come i proprietari scelgono, acquistano e riacquistanoquale ruolo assumono oggi le conversazioni con gli LLM (Large Language Models) nel processo decisionale.

Il pet food è un settore in cui il bisogno è ricorrente, ma la scelta è spesso complessa e ad alta responsabilità: ingredienti, provenienza, sensibilità, etica, sostenibilità e raccomandazioni di esperti entrano nella valutazione. In Italia, il mercato degli alimenti per cani e gatti ha raggiunto 3,1 miliardi di euro nel 2024 (+3,7% vs 2023) e la popolazione pet è stimata in circa 65 milioni di animali (fonte: Rapporto Assalco–Zoomark 2025, dati 2024).

Perché un osservatorio sul pet food 

TSW spiega nel comunicato di aver scelto il pet food perché i pet parent sono un target tra i più informati e coinvolti: confrontano fonti e strumenti lungo la customer journey e compiono acquisti ricorrenti nel tempo. Oggi, a ricerca e canali tradizionali si affianca un nuovo punto di contatto: la conversazione con l’AI. Questo rende strategico capire non solo cosa cercano le persone, ma come viene raccontato il settore dentro le risposte generate - e con quali implicazioni per la fiducia e la preferenza di marca.

Il progetto: quattro lenti sull’esperienza reale

L’Osservatorio è strutturato per trasformare l’ascolto in direzioni concrete. Il progetto pilota si articola in quattro fasi complementari:

  • Fase qualitativa di ascolto e interviste ai pet parent, per far emergere driver di scelta, frizioni, bisogni informativi e comportamenti di acquisto/riacquisto (online e offline).
  • BARTT - Brand Association Response Time Test, per misurare associazioni esplicite e implicite tra brand e valori (qualità, prezzo, etica, naturalezza, sostenibilità), andando oltre il dichiarato.
  • Analisi delle conversazioni sugli LLM, per comprendere come i brand compaiono nelle risposte, in quali contesti e con quali pattern di racconto.
  • Analisi della comunicazione social di settore, per leggere linguaggi e formati e confrontarli con le domande reali delle persone quando devono scegliere.

LLM: i nuovi intenti conversazionali

Nel pilota, l’analisi degli LLM è stata effettuata con un approccio che non replica semplicemente la SEO. TSW spiega nella nota di aver categorizzato nuovi intenti tipici della ricerca conversazionale, in cui l’utente non digita una query, ma dialoga, dettaglia, corregge, chiede rassicurazione e confronta opzioni.

Questa lettura degli intenti consente di fare luce su tre aspetti chiave:

  • Cosa chiede davvero il proprietario, in modo contestuale e situazionale;
  • Come l’LLM costruisce il racconto del settore (valori, categorie, trade-off);
  • Dove i brand risultano forti o deboli: quando vengono citati, in che modo e con quali associazioni.

TSW ha condotto l’analisi attraverso un metodo e strumenti proprietari, simulando e osservando conversazioni ripetute per individuare pattern e ricorrenze.

Buyer persona e primi dati: i brand che emergono nelle risposte

Per contestualizzare il lavoro, nel pilota TSW ha lavorato su una buyer persona simulata: Laura, 38 anni, nuova proprietaria di Setter Inglese  (impiegata amministrativa, sposata, madre di un bambino di 7 anni, vive in una cittadina di provincia, reddito medio, prima esperienza come proprietaria di un cane).

Dalle conversazioni osservate emerge una mappa utile per i brand: quali marchi compaiono più spesso e in quali contesti vengono suggeriti.

  • Farmina (N&D / Vet Life) (frequenza molto alta): indicato come riferimento ricorrente per crocchette per fasi di vita, diete veterinarie e linee funzionali.
  • Monge (frequenza molto alta): alternativa ricorrente a Farmina per mantenimento, monoproteico, ipoallergenico e veterinario.
  • Edgard & Cooper (frequenza alta): associato a sostenibilità e snack, oltre che a umido e opzioni “fresh meat” o senza cereali.
  • Almo Nature (HFC) (frequenza alta): ricorrente su umido, integrazioni naturali, snack light e diete olistiche/alternative; spesso anche come “topping”.
  • Royal Canin (frequenza media): suggerito soprattutto su esigenze mediche specifiche o profili sportivi/attivi, come alternativa “tecnica”.
  • Yarrah Bio (frequenza bassa): citato su richieste bio/vegetariane o altamente sostenibili.
  • Altri (Hill’s, Terra Canis, ecc.) (frequenza molto bassa): menzioni sporadiche su bisogni di nicchia.

Accanto alle frequenze, l’analisi evidenzia anche come nelle conversazioni di confronto i brand vengano spesso collocati lungo assi di scelta ricorrenti - ad esempio naturalità/trasparenza vs approccio scientifico/clinico, e sostenibilità vs specializzazione funzionale - con un impatto diretto su aspettative e preferenze.

Dalla ricerca alla strategia

L’obiettivo dell’Osservatorio è trasformare evidenze e pattern in azioni verificabili: linee guida per contenuti e messaggi, priorità di ottimizzazione dei touchpoint, e raccomandazioni per ridurre frizioni e aumentare fiducia lungo la journey.

Per i brand, questo significa poter lavorare su tre piani complementari:

  • Esperienza: progettare percorsi e informazioni che rispondono a bisogni reali (prima, durante e dopo l’acquisto), sostenendo anche la fase di riacquisto.
  • Comunicazione e contenuti: costruire un racconto coerente con le domande che le persone formulano oggi - incluse quelle che fanno agli LLM.
  • Presidio dei touchpoint emergenti: comprendere come cambia la visibilità e la rappresentazione del brand nei motori generativi e intervenire con strategie concrete.

Il lavoro presentato è un progetto demo/pilota: non ambisce a esaurire tutte le casistiche del settore, ma a mostrare come un’analisi strutturata possa trasformare l’ascolto in indicazioni operative per migliorare contenuti, touchpoint e qualità dell’esperienza, spiega TSW nella nota.

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