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08/04/2020

I retailer puntano sull'online per rifarsi delle perdite nei negozi fisici. Lo studio di Fanplayr

I mancati ricavi derivanti dall’obbligo di restare a casa e della chiusura delle scuole possono essere recuperati con l’aumento delle vendite online e attraverso promozioni che aumentano l’engagement da casa

Enrico Quaroni

Enrico Quaroni

L’epidemia di Covid-19 ha avuto effetti devastanti sulle vendite degli esercizi commerciali fisici che hanno dovuto cessare momentaneamente la loro attività e solo più avanti si riuscirà a definirne con esattezza la portata. Le circostanze hanno causato una serie di cambiamenti che hanno portato a modificare le strategie di mercato: chi vende deve ora concentrarsi sull’online, ma lo deve fare proprio quando i meccanismi di tracciamento su cui faceva affidamento in precedenza hanno perso la loro efficacia. Con il recente annuncio di Google il tracciamento di terze parti o i cookie saranno infatti limitati e alla fine eliminati, molte aziende si chiedono quindi come potranno tracciare il comportamento degli acquirenti online. Fanplayr, società attiva nell'e-commerce intelligence, analizzando i siti di proprietà dei propri clienti, ha evidenziato il cambiamento del comportamento dei consumatori a seguito delle restrizioni imposte dal diffondersi del Coronavirus. Il cambio di tendenza principale è stato, logicamente, quello di dover obbligatoriamente acquistare online piuttosto che nel punto vendita fisico. Un cambiamento legato principalmente alle misure di sicurezza messe in atto dai governi che includono, oltre alla chiusura delle scuole, anche quella dei negozi. Secondo le analisi condotte su siti con oltre 20 milioni di visitatori al mese, gli indicatori chiave del successo dell'e-commerce, ovvero il traffico di visitatori, i tassi di conversione e l'Aov (valore medio degli ordini) sono aumentati, costantemente e contemporaneamente da quando il mercato ha avuto a che fare con Covid-19. Ad esempio, nel mercato giapponese che ha dovuto affrontare l’emergenza molto prima rispetto agli Stati Uniti o all’Italia, a causa della vicinanza con l'epicentro a Wuhan, nel periodo di tempo che va dalle prime segnalazioni di infezioni ad oggi, gli indicatori chiave online sono tutti aumentati. "Dallo storico dei dati sappiamo che l'aumento simultaneo degli indicatori chiave è un evento raro persino durante i periodi di alta stagione", afferma Enrico Quaroni, VP Global Sales di Fanplayr. "Questo dimostra che i nostri clienti stanno riconquistando alcune perdite di fatturato causate dal traffico limitato o nullo dei negozi, e non solo. In alcuni settori, come quello food and beverage, alcuni dei nostri clienti italiani hanno avuto in questo periodo un aumento percentuale del +400% delle net revenue generate grazie al servizio di segmentazione avanzato offerto da Fanplayr". Queste informazioni sono fondamentali per i rivenditori impegnati a recuperare i profitti persi. Dimostrano infatti che i mancati ricavi derivanti dall’obbligo di restare a casa e della chiusura delle scuole possono essere recuperati con l’aumento delle vendite online, e l'impatto complessivo può essere ulteriormente mitigato attraverso promozioni che aumentano l’engagement da casa insieme a strategie di offerte speciali per chi acquista in questo periodo. Man mano che le transazioni si spostano sempre più verso l’online, anche i ricavi attribuibili alla behavioral personalization hanno mostrato un aumento corrispondente. Man mano che le abitudini di acquisto passano da negozi fisici a quelli online, le aziende in genere perdono la possibilità di parlare direttamente con i propri clienti. La personalizzazione comportamentale di Fanplayr punta a monitorare i visitatori online comprendendo il loro intento, in base al loro comportamento online, e reagendo in modo appropriato. Questo elimina la necessità di un monitoraggio dei dati provenienti da terzi parti per cercare di aumentare i tassi di conversione. Poiché i behavioral data indicano il processo decisionale della maggior parte dei clienti, ogni visita al sito fornisce segnali comportamentali che sono i veri indicatori di intenti. La segmentazione e il targeting diventeranno fattori critici per la sopravvivenza di un'azienda, in particolare con il continuo spostamento delle vendite verso l’online. "Il mondo è cambiato, apparentemente da un giorno all'altro", conclude Quaroni. "Le aziende possono recuperare una parte delle loro perdite nella vendita al dettaglio concentrandosi sull’online e facendo in modo di implementare la giusta strategia per catturare ogni potenziale vendita. Questo può essere fatto solo comprendendo e analizzando il comportamento dei consumatori in modo affidabile. Senza queste analisi, le aziende perderanno fatturato, cosa che nessuno può permettersi di fare in questo momento”.

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