26/11/2024
di Caterina Varpi

Dall'importanza del negozio alla crescita del gaming: cosa vogliono i consumatori del futuro

Il nuovo report di VML Italy svela le ultime tendenze in fatto di acquisti

Come si sono evoluti gli acquisti per i consumatori? Prova a rispondere a questa domanda il Future Shopper Report 2024, lo studio, commissionato da VML e gestito da Censuswide e presentato a Milano, basato su insights raccolti da 31.500 consumatori in 20 paesi, inclusa l’Italia, che offre una panoramica completa sulle aspettative degli shopper nel 2024: 

“Il Future Shopper Report 2024 di VML dà una visione a 360 gradi su come evolvono abitudini e comportamenti di un pubblico sempre più esigente, alla ricerca di esperienze mutevoli, consegne rapide, brand allineati ai propri valori e tecnologie avanzate – spiega Giuseppe Salinari, CEO di VML Italy. - L’obiettivo della presentazione di oggi a Milano (e il prossimo 5 dicembre a Roma), è fornire una panoramica completa di come cambiano le dinamiche d’acquisto viste dagli occhi stessi di chi acquista, e offrire strumenti e spunti per interpretare un mondo convulso e in continua evoluzione (o dissoluzione) tra online e offline”.

La ricerca a livello globale rileva infatti una riduzione della quota relativa agli acquisti online che, pur restando rilevante (53%), diminuisce rispetto al 2023 (58%). Il lieve calo è segnale di un ribilanciamento tra online e offline e di una ritrovata importanza del negozio fisico: il 64% dei consumatori preferisce infatti retailer con presenza sia fisica sia online, e il 61% si aspetta una comunicazione coerente tra i diversi canali di vendita.

“La chiave è un'esperienza omnicanale fluida, integrata e veloce, che risponda alle crescenti esigenze di rapidità e personalizzazione ma senza perdere la componente umana - afferma Marco Bandini, Chief Transformation Officer di VML Italy. - Il nostro Paese, pur mostrando alcune resistenze, presenta un potenziale di crescita significativo nel commercio online, soprattutto tramite mobile, che richiederà un'attenzione particolare da parte dei brand”. 

L’Italia, infatti, presenta un quadro contrastante nel panorama del commercio digitale, mostrando segnali di crescita ma anche resistenze rispetto ai trend globali. La ricerca rileva una quota del 44% nella spesa effettuata online, dato che posiziona l’Italia all'ultimo posto tra i Paesi analizzati, con previsioni che indicano un potenziale aumento del 7% nei prossimi 5 anni. Sempre la ricerca indica che lo shopping da mobile in Italia si attesta al 37% del totale della spesa online.

Il "compressed commerce" è un’altra tendenza chiave: il 63% dei consumatori globali vogliono velocità nei processi, in particolare nel passaggio dall'ispirazione alla ricerca fino all'acquisto. Emblematica è la crescita della domanda di consegne super veloci - in meno di 2 ore – che è aumentata dal 4% al 31% negli ultimi 3 anni.

“Tra i fenomeni più interessanti monitorati dallo Studio spicca poi il gaming – evidenzia Marco Papale, Head of Innovation di VML Italy. “L'89% dei consumatori globali intervistati si definisce "giocatore", e la pubblicità in-game è efficace: il 60% dei gamer effettua acquisti in-game e il 54% è interessato ad acquistare prodotti del mondo reale all'interno dei game”. 

Inoltre, il 55% dei giocatori prevede di dedicare sempre più tempo ad attività non legate al gioco all'interno delle piattaforme di gaming, un'ulteriore opportunità per i brand.

L’Intelligenza Artificiale resta in bilico tra luci ed ombre: se il 53% dei consumatori vede nell'IA un'opportunità per automatizzare i compiti più ripetitivi, il 58% nutre preoccupazioni riguardo al suo impatto sul mondo, e il 48% in particolare per la sicurezza del proprio lavoro. Interessante notare che, nel contattare un’azienda, si preferisca il contatto umano: il 68% dei consumatori intervistati si dice frustrato dall'impossibilità di parlare con una persona reale, e il 57% è meno propenso ad acquistare da aziende che si affidano esclusivamente a chatbot per l'assistenza clienti. 

Insomma, l’aspetto umano è particolarmente rilevante per il consumatore post-pandemico: salute e benessere influenzano le scelte d'acquisto, e, a causa degli sconvolgimenti degli ultimi anni (pandemia, guerre, inflazione), il 57% dei consumatori globali è più propenso a spendere per esperienze memorabili, con la filosofia che "la vita è troppo breve".
 

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