L'intelligenza artificiale è sempre più presente nelle attività lavorative, ma la fiducia nei sistemi capaci di operare in autonomia resta limitata. È quanto emerge dalla ricerca "Path to the Autonomous Workplace" realizzata da TeamViewer.
Secondo lo studio, il 71% dei lavoratori italiani utilizza l'AI almeno una volta al giorno e il 66% giudica positiva la propria esperienza. Solo il 3% dichiara invece di non averne ricavato alcun beneficio sul lavoro.
La fiducia diminuisce quando all'intelligenza artificiale viene affidata una maggiore autonomia. Il 62% degli intervistati preferisce che l'AI operi sempre sotto supervisione umana, mentre il 78% si dichiara favorevole solo se la tecnologia si limita a gestire compiti ben definiti. Appena il 7% si dice completamente a proprio agio con sistemi in grado di operare senza il controllo umano.
Secondo TeamViewer, i risultati evidenziano un "divario di fiducia": se da un lato cresce l'utilizzo dell'AI come strumento di supporto, dall'altro le persone sono meno propense a lasciarle maggiore autonomia. Il 60% dei lavoratori italiani dichiara di controllare spesso o sempre i risultati generati dall'AI, dedicando in media quasi un'ora e mezza alla settimana a queste verifiche. Inoltre, il 50% afferma di non sapere sempre quando fidarsi dell'intelligenza artificiale e quando, invece, sia necessario verificarne l'operato.
Diversa la prospettiva dei responsabili IT. Secondo le loro stime, entro il 2030 il 29% dei servizi di digital workplace sarà gestito in modo completamente autonomo. Coerentemente con questa visione, il 98% affiderebbe all'AI almeno una delle proprie attività, dagli aggiornamenti di sistema (58%) alla risoluzione dei problemi dei dispositivi (42%) fino alla gestione degli accessi (35%).
«L'AI sta già cambiando il modo in cui lavoriamo, ma la prossima fase sarà guidata dalla fiducia», commenta Oliver Steil, CEO di TeamViewer. «Le aziende non avranno successo concedendo all'AI un potere illimitato, ma creando sistemi capaci di operare in modo sicuro, trasparente e responsabile, entro perimetri di controllo ben definiti».