Dopo il Premio “Ricerca & Innovazione” dell'Università Iusve dello scorso giugno, che ha premiato l’impegno nella formazione, nella ricerca e nello sviluppo dei giovani talenti, arriva un nuovo riconoscimento sul fronte delle risorse umane per WMR Group (Studio Cappello, Adviva, WMRH). L’azienda è stata selezionata dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano come business case di successo a livello nazionale per il modello di smart working e settimana corta.
WMR Next: dalla gestione delle persone a una strategia di valore
Il business case di Politecnico di Milano - School of Management parte dai principi che guidano le politiche People di WMR e descrive un passaggio preciso: la gestione del personale supera una dimensione puramente amministrativa, per diventare parte della strategia aziendale. Il modello si fonda sul riconoscimento del valore della persona, sullo sviluppo culturale e professionale, sulla responsabilità sociale dell’impresa e sulla ricerca di un equilibrio tra risultati e qualità della vita. Da questa impostazione nasce WMR Next, programma aggiornato negli anni con iniziative che comprendono formazione tecnica e trasversale, business coaching, supporto alla genitorialità con estensione delle ore di congedo parentale, percorsi di leadership, piani di carriera, smart working, flessibilità oraria e settimana corta.
«Il riconoscimento del Politecnico di Milano dà valore a un percorso costruito negli anni attraverso sperimentazione, ascolto e misurazione. WMR Next non nasce da una singola policy: mette insieme organizzazione, flessibilità e responsabilità. I dati ci aiutano a verificare ciò che funziona e a intervenire dove necessario, mantenendo in equilibrio benessere delle persone e sostenibilità aziendale», commenta Gianna Casarin, People & Culture Manager di WMR, driven by Orvian.
Settimana corta: un percorso costruito per gradi
La settimana corta nasce da una sperimentazione iniziata nel 2020 e sviluppata progressivamente negli anni. Dopo una prima fase di progettazione, nel 2022 WMR ha avviato un progetto pilota. Il periodo 2023-2025 è stato poi utilizzato per misurare l’impatto organizzativo ed economico del sistema, apportare correttivi e verificarne la sostenibilità prima di renderlo strutturale. La riduzione dell’orario segue scaglioni collegati all’anzianità aziendale. Dopo il periodo di prova si passa da 40 a 38 ore settimanali; dopo due anni l’orario può scendere a 36; dai quattro anni di permanenza si arriva a 35 ore, con la possibilità di concentrare il lavoro su quattro giorni e avere il venerdì completamente libero. L’obiettivo è ripensare l’organizzazione affinché il tempo venga utilizzato in modo più efficace, mantenendo continuità e qualità del servizio.
Smart working e flessibilità: autonomia accompagnata da regole chiare
Alla riduzione oraria si affianca un modello di smart working che prevede almeno una giornata settimanale per tutti i dipendenti. Nel 2025 la media effettiva si è attestata su due giornate alla settimana, mentre per chi vive lontano dal Veneto sono previste anche formule full remote. Con l’iniziativa Smart Working Everywhere, inoltre, è possibile lavorare da remoto fino a due settimane consecutive, anche dall’estero. La flessibilità riguarda anche gli orari di ingresso e uscita. Per renderla concretamente utilizzabile, WMR ha introdotto fasce no-meeting in corrispondenza delle fasce di flessibilità in ingresso e in uscita, evitando che riunioni fissate troppo presto o troppo tardi compromettano l’autonomia concessa alle persone.
I dati della survey: benessere e produttività possono convivere
L’ultima rilevazione condotta internamente, con un tasso di risposta dell’85%, ha confermato effetti positivi su benessere, motivazione e produttività. I punteggi più alti riguardano equilibrio vita-lavoro (4,86/5), supporto dei responsabili (4,88/5) ed efficacia della collaborazione (4,74/5). La riduzione oraria non ha inoltre generato un aumento percepito del carico di lavoro né criticità significative nella gestione dei clienti, grazie a una pianificazione strutturata di attività, appuntamenti e responsabilità.
Essere Great Place For A Good Life
Il business case del Politecnico si inserisce in un percorso già formalizzato con WMR Next / Great Place for a Good Life, scegliendo di misurare il benessere attraverso l’esperienza diretta delle persone, i dati delle survey interne e gli effetti concreti sull’organizzazione, al posto di affidarsi a certificazioni e metriche predefinite. L’obiettivo è creare condizioni che permettano alle persone di crescere professionalmente, senza considerare il benessere personale come qualcosa di separato dai risultati aziendali.
Andrea Cappello, Ceo & Founder di WMR, driven by Orvian, spiega che «dopo il riconoscimento ricevuto da Iusve per l’investimento nella ricerca e nei giovani talenti, vedere WMR Next diventare un business case del Politecnico di Milano rappresenta un’ulteriore conferma del lavoro fatto per le nostre persone. Great Place For A Good Life si ispira alla visione di imprenditori illuminati come Adriano Olivetti ed è per noi una promessa. Desideriamo migliorare la vita dei nostri collaboratori anche fuori dall’ufficio. Risultati solidi e qualità della vita possono infatti rafforzarsi a vicenda, se sostenuti da un’organizzazione capace di ascoltare e migliorare nel tempo».
WMR al Forum HR – People & Culture 2026 di IULM
Il progetto WMR Next sarà protagonista anche al Forum HR – People & Culture, importante appuntamento italiano dedicato al People Management, in programma presso IULM a Milano il 19 novembre 2026. Alle 15:45, Gianna Casarin parteciperà al Talk Show “Fin dove arriva l’engagement? Lavoro, appartenenza e confini personali”, presentando il punto di vista dell’agenzia su una delle tensioni più attuali nelle strategie HR: costruire partecipazione e senso di appartenenza senza chiedere al lavoro di occupare spazi che le persone vogliono preservare per la propria vita personale.